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ABBIAMO FATTO LA ”SPENDING REVIEW” ALLA UE COMINCIANDO DAL PARLAMENTO CHE COSTA 2 MILIARDI DI EURO L’ANNO!

Una strana cortina pare scesa sull’unione europea: provate a digitare sui motori di ricerca “sprechi ue”, “sprechi dell’unione europea”, “inchiesta sugli sprechi dell’unione europea” e noterete che anziché trovare risultati di inchieste sugli sprechi commessi dall’unione e dalla commissione europea, verranno evidenziate pagine e pagine che elogiano la “lotta agli sprechi alimentari promossa dall’unione europea”.  Qualche link su articoli che parlano dei vari sprechi di commissione e parlamento europeo emerge, ma si tratta di notizie che arrivano a settembre del 2018 al massimo. Sarebbe interessante chiedere ai gestori dei motori di ricerca se per caso non sia arrivato loro qualche contributo delle campagne di comunicazione dell’unione europea.

Siamo comunque riusciti a scovare qualche cifra direttamente dal sito dell’europarlamento sui suoi mostruosi costi.

Il parlamento europeo costa la bellezza di 2.000.000.000 di euro, in lire 3.872.540.000.000 ogni anno. Sapete a cosa equivale questa cifra? A quanto l’Italia lascia agli oligarchi europei più di quanto riceva indietro. Con una semplificazione potremmo dire che i cittadini italiani mantengono l’intero carrozzone di bruxelles. Gli oligarchi della commissione, anziché alzare il ditino contro l’Italia, dovrebbero baciare la suola delle scarpe di Conte, Salvini e Di Maio.

Riguardo agli sprechi, pensate alla doppia sede di Strasburgo e Bruxelles, che costringe ogni mese a spostamenti di migliaia di persone, alla modica cifra oscillante tra i 156 ed i 204 milioni di euro l’anno. Senza parlare dell’inquinamento, tema tanto caro alla ue da arrivare a far parlare una povera ragazzina malata in sessione plenaria sul rischio di cambiamento climatico e dando risalto alle sue parole prive di qualsiasi fondamento scientifico (e difatti nel suo discorso non è stato citato un solo dato, ma solo affermazioni generiche). Ecco, se i soloni leuropeisti fossero davvero attenti all’inquinamento, magari potrebbero dare il buon esempio risparmiando 204 milioni di euro l’anno di trasferte ed eliminando una sede, possibilmente quella in terra francese. In fondo il mac(a)ron dell’eliseo tanto ligio al mantra leuropeista sarebbe certamente orgoglioso di rinunciare alla sua sede del parlamento della ue per dare il buon esempio.

In tema di stipendi, sappiate che ogni europarlamentare guadagna la “modica” cifra di 8.757,70 euro lordi al mese, cui vanno aggiunte le seguenti voci:

– 4.513€ per spese di rappresentanza

– 320€ al giorno oltre alle spese di viaggio per ogni giorno di trasferta all’europarlamento

– 24.526€ al mese per le spese degli assistenti

– Rimborso delle spese mediche

– Pensione a 63 anni con soli 4 anni di legislatura

Niente male, vero? Ed a voi vengono a dire che serve l’austerità per sistemare i conti pubblici perché “vivete al di sopra delle vostre possibilità”, come disse lo sciagurato monti e di tornare “ad assaggiare la durezza del vivere” come ebbe la sfrontatezza di dire il non compianto Padoa Schioppa, altro paladino del “neolibbbberismo” in salsa europeista.

Riteniamo che un carrozzone che dal 1993 ad oggi (ricordiamo che a differenza della vulgata leuropeista che blatera di “70 di pace grazie alla ue” quest’ultima è nata nel giorno di disgrazia 1 novembre 1993) ha prodotto solo disastri su scala continentale debba e possa essere smantellato per dare spazio ad una struttura decisamente più snella e meno avida di denaro.

Per fare un esempio, si potrebbero abolire il parlamento e la commissione europea, sostituendoli con un consiglio composto dai premier in carica di ciascun paese membro e da commissioni composte dai rispettivi ministri competenti (es. agricoltura, finanze, ecc) le quali potrebbero produrre proposte da far approvare ai singoli parlamenti nazionali. Qualora, ad esempio, i tre quarti dei vari parlamenti nazionali approvassero le proposte delle comissioni, queste diventerebbero successivamente operative.

Con una proposta di tal genere si ridarebbe dignità e sovranità ai singoli parlamenti, preservando un vincolo di coesione tra gli stati.

Parliamoci chiaro: le nazioni europee hanno troppe peculiarità storiche, culturali, economiche e sociali per poter realizzare un’unione politica sul modello degli U.S.A.: solo l’arroganza del pensiero “neolibbbberista” che pretende di annientare le differenze per realizzare una putrida amalgama priva di identità cui  piazzare prodotti di pessima qualità, considerando gli esseri umani poco più che merce (l’esempio dei bambini di Bibbiano è lì a dimostrarlo) poteva e può pensare di imporre una simile aberrazione politica oltreché storica.

Dobbiamo avere il coraggio di fermare questa pericolosissima china, preservando uno spirito di sana coesione sociale tra nazioni e popoli sovrani, al fine di evitare che le spinte contro natura della follia neoliberista possa, essa sì, risvegliare mostri che a parole dice di combattere, ma che nella realtà alimenta con il proprio latte fetido.

L’Eretico

Fonte: http://www.ilnord.it/c-5687_INCHIESTA___ABBIAMO_FATTO_LA_SPENDING_REVIEW_ALLA_UE_COMINCIANDO_DAL_PARLAMENTO_CHE_COSTA_2_MILIARDI_DI_EURO_LANNO