ADESSO ERDOGAN CI RIPROVA: VUOLE ENTRARE NELL’UNIONE EUROPEA

Oltre al danno, la beffa. Dopo che il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha attaccato tutti gli Stati europei, offeso i governi dell’Europa centrale, chiesto miliardi di euro con un ricatto sui migranti, provocato incidenti con la Grecia e bloccato la nave dell’Eni nelle acque di Cipro, adesso ricorda che “la piena adesione” all’Unione europea resta un obiettivo strategico della Turchia

Rivolgendosi ai giornalisti all’aeroporto Atatürk di Istanbul prima di partire per il vertice Ue-Turchia di Varna, in Bulgaria, il presidente turco ha affermato che l’adesione all’Ue è ancora un obiettivo strategico per la Turchia e che il governo intende continuare i colloqui di adesione. Questo è quanto riporta il quotidiano turco Daily Sabah. “Non permetteremo assolutamente ad alcuni ambienti che ben conosciamo di impedire alla Turchia di essere un membro  rispettabile uguale e meritevole dell’Unione europea”.

Erdogan ha espresso la speranza che l’incontro nella località bulgara di Varna possa riabilitare l’offerta di adesione turca e rimuovere gli ostacoli che finora hanno impedito questa adesione. Il Sultano ha ricordato che l’Unione europea non ha mantenuto le promesse in materia di fondi e riguardo alla liberalizzazione dei visti. Tutte clausole che sono state parte delle trattative durante il famoso accordo sui migranti.

Insomma, non solo Erdogan detta la linea politica turca a tutto il Medio Oriente. Adesso il suo obiettivo è anche quello di redigere la road-map che Bruxelles deve seguire per far sì che Ankara entri all’interno dell’Unione. E questa sera, dall’incontro del presidente turco con il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e con il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, sicuramente ci saranno novità importanti.

La questione è di fondamentale importante. La presenza turca in Europa è un tema dibattuto, molto complesso ed estremamente delicato. Fino a una decina di anni fa, il suo processo di adesione era osteggiato da una parte dell’Ue ma non da tutta. In molti, soprattutto negli ambienti progressisti, credeva fattibile l’ingresso di Ankara nel consesso europeo.

Ma era un’altra Turchia ed Erdogan era ancora un leader tutto sommato riconoscibile all’interno della Nato. Oggi, invece, le cose sono cambiate. E fa riflettere anche la stessa sfrontatezza con cui il presidente turco esprime certe richieste in un momento forse tra più oscuri dei rapporti della Turchia con l’occidente.

Negli ultimi mesi, Erdogan non solo ha sostanzialmente sfidato l’Allenza atlantica, rendendosi del tutto autonomo (o quasi) dalle indicazioni di Bruxelles – sponda Nato – e Washington, ma ha anche svolto una politica assolutamente contraria agli interessi degli Stati membri del’Unione europea.

Il caso Eni è indicativo: un Paese membro dell’Ue, in questo caso l’Italia, che sfrutta un giacimento di un altro Stato membro, Cipro, e viene fermato dalle navi della flotta militare di uno Stato che in teoria dichiara di sentirsi parte della stessa famiglia. Qualcosa non torna.

Ma a questo, si aggiunge il problema di capire da un punto di vista politico e culturale come si possa sintetizzare la posizione neo-ottomana del sultano con le politiche europee. Al netto delle minacce nei confronti dell’Europa, Erdogan è lo stesso che ha autorizzato unarepressione senza precedenti nei confronti dei suoi oppositori, che accusa di terrorismo chi lede il suo potere. Ed è lo stesso che, dopo un fallito golpe, ha incarcerato migliaia di persone semplicemente per il sospetto di avere vicinanze politiche con la rete di Fetullah Gulen. Inoltre, sempre a livello interno, la sua virata verso un islam sempre più radicale, contrasta con ciò che (almeno in teoria) unisce gli Stati europei.

A questo, si aggiungono poi le notizie che arrivano dal nord della Siria e dell’Iraq. L’ingresso dei turchi e delle milizie jihadiste usate da Erdogan per colpire Afrin e le forze curde, rappresenta un’immagine eloquente si cosa sia la Turchia di oggi. Le immagini dei saccheggi, delle colonne di civili in fuga e le accuse di attuare una vera e propria pulizia etnica sono molte, se non troppe.

L’articolo Adesso Erdogan ci riprova:
vuole entrare nell’Unione europea
 proviene da Gli occhi della guerra.

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