ATTACCO ALLA CULTURA ALIMENTARE ITALIANA DA PARTE DEGLI ORGANISMI MONDIALISTI

di  Luciano Lago

Alle Nazioni Unite e nella Commissione Europea è partito l’attacco alle culture alimentari nazionali, in particolare a quella italiana, sotto le pressioni di un gruppo di multinazionali che cercano di imporre e diffondere in Europa un modello alimentare artificiale, scollegato dalla tradizione alimentare italiana, omologato per tutti i popoli, che si rivela discriminatorio e fuorviante e che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta nazionale alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole, per favorire invece prodotti artificiali basati su componenti industriali, conformi agli interessi economici delle grandi multinazionali.

Con un incredibile comunicato, i soloni delle Nazioni Unite (Organizzazione Mondiale della Sanità), definiscono “cibi dannosi per la salute” i principali componenti della dieta mediterranea, vale a dire quella dieta che si è guadagnata, per caratteristiche e benefici, proprio dall’Onu il riconoscimento di “patrimonio dell’umanità” precisamente per il suo contributo alla salute umana. Una serie di prodotti, fra cui l’olio di oliva ed il Parmigiano, il prosciutto e persino il vino, che l’ONU vorrebbe far sottoporre a tassazione speciale in quanto “dannosi per la salute”, secondo la dizione dei pseudo scienziati dell’ONU. Vedi: L’ONU vuole tassare olio e formaggi,dannosi come il fumo.

A mettere il dito sull’atteggiamento schizofrenico dell’Onu è la Coldiretti. “L’annuncio di voler tassare olio d’oliva, Parmigiano reggiano, Grana, prosciutto e persino il vino, equiparandoli a cibi dannosi per la salute e scoraggiandone il consumo, colpisce oltre un prodotto agroalimentare Made in Italy esportato su tre – si legge nella nota dell’associazione – con effetti gravissimi sull’economia del Paese ma anche sulla salute dei cittadini”.

Proteste importanti ma deboli rispetto alle possenti influenze detenute dalle grandi multinazionali dell’alimentazione.
In parallelo alla Commissione Europea avanzano da tempo i tentativi di sdoganare le nuove tecnologie per la modificazione genetica dei prodotti alimentari, quelli che sono catalogati come OGM, per riclassificare questi prodotti ed aprire un varco, creare un precedente, spianare la strada all’ingresso dei prodotti Ogm, ignorando le richieste di garanzia e sicurezza della società civile ed le precedenti votazioni contrarie del Parlamento europeo sull’ingresso di tali prodotti.

SI tratta di una «nuova categoria» di organismi geneticamente modificati: le multinazionali premono per legalizzare e liberalizzare quelle che oggi vengono chiamate Nbt, “New breeding techniques”, e il Consiglio di Stato francese aveva sollevato il problema portandolo davanti alla Corte di giustizia europea, che avrebbe dovuto decidere in merito. Vedi: I “nuovi” OGM alle porte dell’Europa

Sviluppate negli ultimi vent’anni, le Nbt sono tecniche di manipolazione genetica con lo scopo dichiarato di modificare il Dna in maniera più «minuziosa» rispetto agli Ogm tradizionali. Sostanzialmente, stando alla tesi di chi ne sostiene l’efficacia e ne richiede la deregolamentazione, si può interrompere il funzionamento di un gene, sostituire o inserire sequenze genetiche in punti del genoma più precisi rispetto a prima, per arrivare alla creazione di nuove varietà vegetali con tratti e caratteristiche che rispondano con un grado maggiore di prevedibilità alle esigenze e alle finalità di chi le crea in laboratorio.

Proteste contro gli OGM

Su questa caratteristica le multinazionali dell’alimentazione e parte della scienza collegata stanno insistendo per convincere l’Europa che i prodotti di queste nuove biotecnologie non rappresenterebbero un potenziale pericolo. Ma al momento non ci sono studi che attestino quanto questa procedura sia sicura e tanto meno ne è stato valutato l’impatto sull’ambiente e sulla salute. Secondo i promotori, nei nuovi organismi geneticamente modificati , saranno inserite solo sequenze provenienti da specie affini. Questa è la giustificazione utilizzata per cercare di sfuggire alle attuali maglie della normativa sugli Ogm.
Naturalmente sono entrati in azione le agenzie ed i “think tank” pseudo scientifiche che supportano la deregolamentazione delle Nbt nell’Unione Europea, con i loro argomenti di convincimento (stecche in Euro o “US. dollars”) ignorando le ricerche scientifiche che invitano alla cautela.

I nuovi mezzi del biotech, possono avere effetti deleteri con conseguenze imponderabili per l’ambiente e la salute umana. Tutte queste incognite possono moltiplicarsi con l’utilizzo combinato delle diverse tecniche su un unico organismo.

Nbt nuove tecniche alimentari

L’attacco alla cultura alimentare italiana avviene quindi su più fronti e sospinto dalle forti pressioni delle lobby economiche che hanno una deleteria influenza sui membri della Commmissione europea. Fra le altre argomentazioni viene utilizzata quella di affermare che ” i paesi europei si avviano verso società multiculturali (grazie alle migrazioni di massa) ed è quindi opportuno che tutti i paesi adottino una forma di alimentazione omologata che possa soddisfare le varie etnie di popolazioni presenti sul territorio”.

D’altra parte si era capito che l’obiettivo delle oligarchie mondialiste era quello di forgiare i nuovi individui per la società multiculturale e multietnica e quello del cibo è una componente importante.
Le nuove generazioni, fomate da autoctoni e da immigrati di prima o seconda generazione, mangeranno tutti allo stesso modo, saranno uniformati nella mentalità orientata la consumismo sfrenato, privati di una propria identità culturale, convinti alla nuova morale individualista, privi possibilmente di coscienza critica in modo da poter assimilare tutti i concetti ed i mantra del Pensiero Unico.

Si affaccia quindi la prospettiva di un “mondo Nuovo” senza quei fastidiosi retaggi del nostri vecchi contadini.

via Controinformazione

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