Un breve articolo di Bloomberg mostra che gli italiani sono i maggiori perdenti dell’era dell’euro: l’Italia è l’unico paese tra i 19 membri ad aver ancora un PIL reale pro-capite più basso rispetto a 18 anni fa, quando è stato adottato l’euro. Persino nella Grecia massacrata dalle politiche di austerità imposte dai creditori il PIL reale pro-capite è ora leggermente salito – dopo una devastante depressione –  rispetto a 18 anni fa.  Un’ulteriore conferma che per l’Italia riprendersi la propria moneta e il proprio futuro è una questione vitale.

di Lorenzo Totaro e Giovanni Salzano, 3 febbraio 2017

Quasi due decenni dopo la creazione della moneta unica, gli italiani si stanno dimostrando i grandi perdenti tra i 19 paesi membri dell’eurozona.

Secondo i calcoli di Bloomberg, sulla base dei dati fino al 2015 e le stime per il 2016 forniti dall’ufficio di statistica dell’Unione europea, il prodotto interno lordo pro capite in termini reali si è ridotto dello 0,4 per cento negli ultimi 18 anni. Mentre a partire dal 1998 l’economia italiana è cresciuta del 6,2 per cento, nello stesso periodo la sua popolazione è aumentata del 6,6 per cento  – così si spiega la caduta del Pil pro-capite.

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La parte del leone e la parte dell’agnello – in arancione la contrazione del PIL real pro-capite tra il 1998 e il 2016, in blu l’espansione del PIL reale pro-capite nello stesso periodo

Il confronto con gli altri paesi mostra chiaramente che nel periodo considerato l’economia italiana è cresciuta a un ritmo troppo lento“, ha detto Loredana Federico, economista presso Banca UniCredit AG a Milano. “Per l’Italia sarà molto difficile negli anni a venire chiudere  il divario con le altre economie, che sono già tornate al livello pre-crisi o addirittura lo hanno superato“.

Undici paesi membri dell’UE hanno introdotto l’euro come moneta di conto nel gennaio 1999; ad essi si è poi unita la Grecia. Le banconote e le monete attuali hanno cominciato a circolare nel gennaio 2002, e da allora la zona ha continuato ad estendersi, fino alla Lituania che è diventata il 19° membro.

La Germania guida la fuga – il PIL reale pro capite dell’Italia è ancora inferiore al livello del 1998

Il PIL pro-capite in Italia è andato ancora peggio che in Grecia, paese duramente colpito dalla crisi finanziaria. Le stime di Bloomberg mostrano che il valore di tutti i beni e servizi prodotti in quel paese è aumentato del 4 per cento su base individuale negli ultimi 18 anni.

In Germania, l’economia più grande della zona euro, il Pil pro-capite è aumentato del 26,1 per cento dal 1998. Questo rende i cittadini della nazione della Cancelliera Angela Merkel i vincitori tra tutte le principali economie del blocco.

via Voci dall’Estero