“Bruciate quel documento, distruggetelo invadere l’Iraq è illegale”

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Le cose continuano a complicarsi per Tony Blair e la sua scelta di partecipare comunque e ad ogni costo alla guerra in Iraq nel 2003. Il Mail on Sunday rivela che il ministro della Giustizia dell’epoca, Lord Goldsmith, invio’ il 7 marzo al governo un rapporto di 13 pagine nel quale, in sintesi affermava che la scelta di invadere l’Iraq era illegale e quindi, formalmente toglieva ogni possibile giustificazione formale alla guerra.

Blair si infurio’ e ai pochi ministri che video il documento venne ordinato: “Bruciatelo. Distruggetelo”.
Dieci giorni dopo, il 17 marzo, due giorni prima dell’ inizio dei raid Lord Goldsmith, nel frattempo ‘raggiunto’ dalle pressioni di Downing Street, stilo’ un altro testo in cui ribaltando le sue stessi tesi precedenti, giustificava pienamente l’intervento, andando incontro a quanto serviva a Blair.

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Ma tra quanti cui fu ordinato di eliminare l’imbarazzante primo testo c’era l’allora ministro della Difesa, e all’epoca, fedelissimo di Blair, Geoff Hoon, che ignoro’ l’ordine ne conservo’ copia. Anzi, scrive il Mail on Sunday, Hoon avrebbe minacciato il premier di rivelarne il contenuto quando in un rimpasto fu spostato ad un incarico minore. Particolare che Hoon ha smentito.

I nuovi particolari – in attesa dell’incredibilmente rinviata al luglio 2016 pubblicazione del rapporto Chilcot sulla genesi della partecipazione di Londra al conflitto – secondo il tabloid rappresentano un ulteriore dimostrazione della determinazione con cui Blair e la sua squadra fossero decisi a seguire George W. Bush in Iraq. Il conflitto che ha dato la stura al caos in cui 12 anni dopo il mondo e’ costretto a vivere.

via ImolaOggi

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