Bruxelles, scoppia la guerra del grano: i pastai europei chiedono di bloccare i decreti del Governo Italiano per l’obbligo in etichetta dell’origine dei prodotti.

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Bruxelles, scoppia la guerra del grano: i pastai europei chiedono di bloccare i decreti del Governo Italiano per l’obbligo in etichetta dell’origine dei prodotti. Difendono il loro “diritto” di metterci dentro qualunque porcheria a nostra insaputa!

Pasta, a Bruxelles scoppia la guerra del grano: pastai contro l’indicazione d’origine

“Bruxelles deve bloccare i decreti del governo italiano che rendono obbligatoria l’indicazione dell’originesulle confezioni di pasta e di riso”. FoodDrinkEurope, l’associazione europea dei produttori alimentari e di bevande, come riporta il sito EurActiv entra a gamba tesa contro il governo italiano e chiede alla Commissione europea di “bloccare” i provvedimenti, pubblicati il 16 e 17 agosto scorso in Gazzetta ufficiale, che dal prossimo 16 febbraio 2018 istituisco l’indicazione obbligatoria della materia prima sui pacchi di pasta e di riso.

L’accusa: “Roma ha forzato le norme”

La doppia firma dei ministri Martina (Politiche agricole) e Calenda (Sviluppo economico) sui due decreti è arrivata a fine luglio e a metà agosto è arrivata la pubblicazione in Gazzetta mentre l’entrata in vigore avverrà dopo 180 giorni (il 16 febbraio 2018). Tuttavia la firma dei due provvedimenti, a differenza di quello analogo sull’indicazione di origine per il latte e i prodotti lattiero-caserai, è arrivata prima che Bruxelles desse l’ok (come previsto dal Regolamento 1169/2011) a Roma. Una forzatura, secondo i critici, quella del governo Gentiloni che però introdurrà un’importante informazione (la provenienza del grano o della semola, nel caso della pasta) per i consumatori sull’alimento simbolo della tavola tricolore.

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La difesa: “Bruxelles non ha attuato le norme”

Euractiv cita anche una fonte di Bruxelles che lascia intendere che la Commissione intende accendere un faro sull’ “accelerazione” del governo italiano. Intanto al pressing di Big Food ha risposto il ministro Martina: “Siamo pronti ad affrontare la Commissione, come già conosce Bruxelles. Ma per essere chiari, è la scelta dell’Unione europea di non procedere tempestivamente alla piena attuazione del Regolamento n. 1169 sull’etichettatura“.

Secondo il Regolamento qualora l’origine dell’ingrediente primario di un alimento è diversa da quella in cui è stato confezionato il prodotto finito deve essere indicata in etichetta la diversa provenienza. Una norma però che è ancora rimasta lettera morta in quanto da Bruxelles (nonostante siano passati 3 anni dall’entrata in vigore del Regolamento 1169) non è stata ancora emanata la legge attuativa. “Entro la seconda metà del 2017 la norma verrà attuata”, ha detto la fonte anonima a EurActiv. Nel frattempo i tentativi di “bloccare” i decreti del governo italiani difficilmente tenderanno a diminuire.

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/08/30/__trashed/25454/

via Zapping

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