Carige, Diego Fusaro: ‘Le banche vanno nazionalizzate: occorre salvare il popolo, non le élite’

“La lotta di classe, non mi stancherò di ribadirlo, è oggi tra massa nazionale-popolare (hegelianamente, il Servo) ed élite global-elitaria (hegelianamente, il Signore)”.

Lo ha scritto Diego Fusaro in un articolo sul suo blog ospitato sul Fatto Quotidiano, in cui ha sostenuto che “il governo, se vuole essere del popolo e non contro il popolo (del Servo e non contro il Servo), deve esimersi tassativamente dalle perniciose politiche del ‘salvare le banche’ (Carige in questo caso)”.

“Salvare le banche è il motto dell’élite globalista e dei suoi araldi, gli armigeri del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto”, salvare le banche “significa, com’è ovvio, massacrare il popolo: cioè usare fondi pubblici per interessi privati, ancora una volta attuando un keynesismo rovesciato, che giova unicamente ai dominanti” e che “necessita di misure di lacrime e sangue per i dominati” ha proseguito il filosofo.

“Lo chiamo keynesismo rovesciato: a differenza di quello classico, con cui lo Stato frenava la voracità illimitata del mercato e favoriva le classi più deboli mediante l’impianto welfaristico, il nuovo keynesismo élite-friendly – ha osservato – opera in senso contrario” ossia “attinge dal pubblico, per donare al privato”, “preleva al popolo, per dare all’élite”, “sottrae al basso, per donare all’alto”.

“Le banche sono too big to fail, ‘troppo grandi per fallire’” infatti, “se fallissero, ne scaturirebbero sciagure sociali immani”, questa “è una narrativa fuorviante, propria di chi, con essa, vuole colpire il basso per favorire sempre e solo l’alto” ha detto ancora Fusaro.

Pertanto bisogna, “in primis, evitare intrusioni dei famelici lupi dell’Unione europea, id est della Bce” che “non vedono l’ora di intervenire con i soliti dispositivi di cattura, cioè per rinsaldare la nostra schiavitù”, in secondo luogo “evitare senza esitazioni l’aiuto alle banche e il loro salvataggio con pubblici danari” e in terzo luogo “procedere in direzione dell’interesse nazionale-popolare, cioè nazionalizzare il sistema bancario”.

“È ora di porre fine a questo sciagurato ‘comunismo capitalistico’, con cui si privatizzano gli utili e si rendono pubbliche le perdite, addossando alla collettività l’onere del salvataggio” anzi “occorre nazionalizzare gli assetti fondamentali di questo Paese, dalle banche alla Fiat, reagendo alla ‘bestia selvatica’ (Hegel) del mercato deregolamentato” ha concluso.

via Silenzi e Falsità

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