CODICE ANTI-MAFIA, L’ACCUSA DI NICOLA PORRO: “IN ITALIA COL PD E’ COME ESSERE IN VENEZUELA, HANNO DATO UN KALASHNIKOV ARMATO AI PM”

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Da giorni Libero sta mettendo in guardia sui risvolti devastanti del nuovo Codice antimafia voluto dal Pd e dal governo. E anche Nicola Porro, sul Giornale, conviene: si tratta, forse, della “peggiore legge di questa legislatura”. Ad annullare ogni aspetto positivo, spiega l’editorialista, è il punto in cui vengono equiparati gli indiziati di alcuni reati di corruzione, di truffa aggravata e stalking violento ai sospetti mafiosi. Conseguenza: durissime misure preventive personali e sequestro del patrimonio prima ancora che si arrivi a sentenza. “Non è esagerato dire che si tratti della fine dello stato di diritto – commenta Porro -. È chiaro ed evidente che un corrotto e un pericoloso stalker debbano finire in galera e pagare per i reati commessi. Ma immaginare che ciò avvenga prima della sentenza di primo grado è da Venezuela di Maduro“. “I garantisti pensano che sia meglio un colpevole fuori dalla gattabuia che un innocente dentro – ironizza -. Con il nuovo codice si va oltre. Si fornisce un kalashnikov armato ai magistrati dell’accusa e si dice loro: sparate, che qualche delinquente nel mucchio lo trovate”.

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via Libero

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