CONFARTIGIANATO: “LE TASSE A L’AQUILA DOPO IL TERREMOTO? IL COLPO DI GRAZIA DEL GOVERNO”

“Non riusciamo a capire cosa ci sia dietro questo disegno distruttivo. Non comprendiamo l’accanimento contro una popolazione duramente ferita”

“Il colpo di grazia all’Aquila, ai centri del cratere sismico e all’economia di un intero territorio, fatta di operatori ed artigiani che, messi in ginocchio dal terremoto, si sono rimboccati le maniche e stanno provando in ogni modo a reagire”. Così il direttore e il vicedirettore di Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli e Pierluigi Arduini, a proposito dell’invio di circa 7000 cartelle esattoriali riferite agli anni 2009 e 2010, a società, artigiani, professionisti e persone fisiche con cui si chiede il pagamento per intero, anziché con abbattimento del 60%, come previsto dalla legge, di somme dovute all’erario, quali Iva, Irpef e Ires, per un totale di circa 87 milioni di euro. Confartigianato annuncia che sarà presente, con artigiani, imprenditori e lavoratori, alla manifestazione di protesta organizzata per il prossimo 16 aprile all’Aquila.

“Il terremoto non ha solo provocato morte e distruzione, ma ha anche disintegrato totalmente il tessuto economico – spiegano Giangiulli e Arduini – Gli artigiani e gli imprenditori, da subito, si sono fatti coraggio ed hanno fatto di tutto per provare a reagire. Questo provvedimento, però, rende vano ogni sforzo: di fatto decreta la morte dell’Aquila e di tutti i centri del cratere sismico”.

“Non riusciamo a capire cosa ci sia dietro questo disegno distruttivo. Non comprendiamo – aggiungono direttore e vicedirettore di Confartigianato – l’accanimento contro una popolazione duramente ferita. Tutto questo mentre si sta combattendo contro la richiesta di restituzione, arrivata a 350 imprese, di tasse e contributi ritenuti aiuti di Stato dall’Unione Europea, un’ingiustizia che già da sola era sufficiente a stroncare ogni minimo segnale di ripresa”.

“L’Aquila, così come tutti i centri messi in ginocchio dai terremoti che non danno tregua al centro Italia – concludono Giangiulli e Arduini – ha bisogno di ripartire, ha bisogno dell’aiuto di tutti e non di provvedimenti che servono solo a certificarne la morte”.

via Il Populista

POTREBBERO INTERESSARTI: