Donald Trump sposta l’ambasciata USA a Gerusalemme. La reazione di Erdogan: “Così esplode il Medio Oriente”

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Donald Trump rompe gli indugi: l’ambasciata statunitense in Israele verrà trasferita da Tel Aviv a Gerusalemme, “è solo questione di giorni”, ha affermato. E ancora: “Non è questione di se, ma di quando. Una decisione verrà resa nota nei prossimi giorni”. Una decisione che solleva un polverone in Medio Oriente, un gesto di sfida da parte di The Donald al mondo arabo. Tanto che Hamas, dalla Striscia di Gaza, ha già annunciato una nuova intifada nel momento in cui la decisione sarà ufficializzata.

Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere e l’allerta è massima su tutti i fronti. Il presidente turcoErdogan è stato chiaro: il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele rappresenta “una linea rossa per i musulmani” che causerebbe una rottura completa delle relazioni diplomatiche tra Turchia ed Israele. Dichiarazioni di guerra, quelle del premier turco sempre più vicino all’islam radicale.

Meno diretto, ma fortemente contrario alla linea di Trump, si è schierato il presidente francese Emmanuel Macron: “La questione dello status di Gerusalemme deve avere una soluzione nell’ambito dei negoziati di pace tra israeliani e palestinesi”. L’invito ad astenersi dal compiere decisioni che causerebbero una riaccensione del conflitto in Medio Oriente arriva anche dal segretario della Lega araba, Ahmed Abul Gheit: “Se dovesse accadere, avrà ripercussioni non solo sulla situazione palestinese ma in tutta la regione araba e islamica“. Sulla stessa linea anche Federica Mogherini, l’alto Rappresentante Ue per la politica estera: “Qualunque decisione o atto unilaterale sullo status di Gerusalemme potrebbe avere gravi ripercussioni sull’opinione pubblica in vaste aree del mondo”.

Alle forti parole di Erdogan ha risposto il portavoce del ministero degli Esteri israeliano Nahshon, che alza la voce: “Gerusalemme è la capitale del popolo ebraico da tremila anni e la capitale di Israele da 70, senza riguardo se sia riconosciuta o meno da Erdogan”. Nel frattempo le forze di sicurezza di Israele sono già in allerta per l’alto rischio di una violenta rivolta da parte dei palestinesi. La situazione è incandescente.

via LiberoQuotidiano

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