E POI SCOPRI CHE ANGELINO PER I VIAGGI PRIVATI COLLEZIONA AEROTAXI PUBBLICI

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Riservatezza, puntualità, comodità e attenzione sono bisogni prioritari per un ministro della Repubblica che viaggia per esigenze istituzionali e che, in volo, potrebbe dover approfondire temi strettamente confidenziali.

In queste motivazioni risiede la cosiddetta sicurezza istituzionale dietro cui si giustificano i voli di stato che pesano in finanziaria per circa 50 milioni di euro ogni anno. Senza conteggiare però gli aerotaxi fuori budget chiamati all’occorrenza per i trasporti estemporanei, anche privi di preavviso. Assiduo utilizzatore degli aerotaxi è il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, che li riserva spesso per coprire quelle tratte che hanno davvero poco di istituzionale: gli spostamenti repentini da e per la Sicilia.

Già perché oltre agli aerei militari del 31° stormo il Consiglio dei ministri ha a disposizione anche una flottiglia privata in convenzione. É quella della C.A.I. (da non confondere con Cai Alitalia) che è la Compagnia aeronautica italiana, ubicata a Roma, sulla via Appia nei pressi dell’aeroporto di Ciampino. «La C.A.I. – si legge in alcuni atti ispettivi di Camera e Senato – riveste la funzione sussidiaria rispetto al trasporto aereo di Stato per esigenze governative. Gli impieghi degli aeromobili C.A.I. sono soggetti alle medesime procedure autorizzative e di rendicontazione previste, attualmente, dalla direttiva del presidente del Consiglio dei ministri in data 23 settembre 2011».

Tuttavia i voli effettuati in convenzione, a differenza di tutti gli altri, non vengono riportati negli elenchi di missione: rimangono riservati. Soltanto la torre di controllo traccia decollo e atterraggio. Convenienza che il titolare della Farnesina sfrutta in pieno. Un esempio? Quando è dovuto ritornare a Roma dopo che il 23 luglio scorso, in concomitanza della Summer School di Alternativa Popolare, aveva presenziato all’evento politico.

In questo caso ha utilizzato non certo il 31° stormo, ma un aeromobile senza livrea né stemmi, facilmente confondibile con qualsivoglia volo privato. Costo orario complessivo: 6 mila euro. Si è trattato di un Piaggio P180 di C.A.I. (sigla I-Darc) che è partito da Roma Ciampino, rotta Catania Fontanarossa alle 10 e 53. Poi è rientrato a Roma alle 13 e 53 circa. Tre ore di impiego che sono costate all’erario statale circa 18 mila euro per portare a lavorare il ministro degli Esteri da casa sua alla capitale.

Più ovviamente l’impegno di spesa per la macchina di servizio che lo ha accompagnato a Fontanarossa e poi quella che è andato a prenderlo a Ciampino. Ma questi sono spiccioli in confronto al fatto che Alfano di voli del genere negli ultimi mesi ne ha utilizzati almeno uno a settimana. E non solo di Piaggio P180 ma anche di Falcon 900 e, con la campagna elettorale per le amministrative, non lesinerà davvero a raggiungere sempre più spesso l’isola. Ma il primato del ministro siciliano non è solo questo.

Rispetto a tutti gli altri colleghi è quello che utilizza di più anche i voli di stato. Obiezione scontata per un ministro degli Esteri. Sì, è vero, ma sarebbe scontata se i voli si svolgessero tra l’Italia e il resto del mondo. Invece il resto del mondo, per Angelino Alfano, è ancora una volta la sua terra natia. Tra luglio e agosto ha preso l’aereo ben 26 volte tra andata e ritorno, 13 delle quali da Roma in Sicilia. Motivazione istituzionale anche questa? Chissà come giustificarla diversamente. Fatto è che questi viaggi avvengono preferibilmente nei fine settimana: di venerdì da Ciampino a Fontanarossa, di lunedì da Fontanarossa o da Palermo fino a Roma.

Fonte: qui

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