ELEZIONI, JUNCKER MINACCIA: “GOVERNO TECNICO O SARETE PUNITI DAI MERCATI”

“Dobbiamo prepararci allo scenario peggiore, quello di nessun governo operativo in Italia”. L’assurdità di una legge elettorale scritta per non far vincere nessuno non turba solo i sonni dei nostri commentatori politici, ma anche quelli del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, preoccupato che in Italia non si riesca, dopo il 4 marzo, a formare una maggioranza di governo.

L’ipotesi di un governo tecnico (o larghe intese che dir si voglia) diventa così, giorno dopo giorno, uno scenario non più di fantapolitica ma che intriga anche Bruxelles, con Juncker che indica come cruciali i primi giorni di marzo, una settimana che fra referendum Spd in Germania e elezioni italiane “sarà molto importante nell’Ue”.

I maggiori grattacapi sembrano arrivare dalla nostra tornata elettorale, laddove la mancanza di un esecutivo potrebbe, spiega sempre Juncker, portare a “una forte reazione dei mercati”, meglio dunque, aggiunge, “non essere troppo ottimisti”. Parole in realtà poco chiare: quelle di Juncker sono dubbi o minacce? Che in Italia non si riesca a formare un governo senza ricorrere ad inciuci ad ampio raggio è una certezza già scritta nero su bianco nel momento in cui è stato approvato il Rosatellum. Che l’Ue in tal senso sia invece preoccupata è difficile a credersi: la leva dei “mercati” ricorda fin troppo quel che successe nel 2011, con una vendita allo scoperto di Btp – di fronte alla quale Bruxelles rimase inerme – che portò alla crisi dello spread e al colpo di Stato (con benedizione comunitaria) per sistemare Mario Monti a Palazzo Chigi.

Spread a parte (per ora), nel corso degli ultimi mesi si stanno riproponendo alcune di quelle condizioni. A partire dall’esplosione dei saldi Target-2, una pentola a pressione pronta ad esplodere se non ricorreremo ad altre dosi di austerità. E quale parte politica si assumerebbe la responsabilità di tagli ai salari e allo Stato sociale? Esatto, nessuna. Tranne quella di un tutti insieme, centrodestra e centrosinistra – tutti colpevoli, nessun colpevole – uniti magari sotto l’ala protettrice di Juncker.

Nicola Mattei – Il Primato Nazionale

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