EMMA BONINO SULL’INTERVENTO IN SIRIA: “L’ITALIA SEGUA L’ALLEANZA ATLANTICA”

Al termine delle consultazioni al Quirinale con il gruppo Misto del Senato Emma Bonino, leader del partito Più Europa, interrogata dai giornalisti ha affermato che secondo lei “l’Italia debba rimanere nel quadro delle alleanze euroatlantiche, partecipando senza tentennamenti alle discussioni su se e come intervenire per fermare il massacro in Siria”, riferendosi al presunto utilizzo di armi chimiche a Douma –  roccaforte dei ribelli/terroristi di Jaysh al Islam– da parte delle forze governative fedeli a Bashar al Assad, nonostante quest’ultimo neghi con fermezza alcun coinvolgimento.

La dichiarazione di Emma Bonino, che comunque non sorprende se si ricorda il suo appoggio all’intervento disastroso del 2011 in Libia, è stata fatta dopo che ieri Matteo Salvini ha espresso la linea non interventista del suo partito: “Chiedo al presidente Gentiloni una presa di posizione netta dell’Italia contro ogni ulteriore e disastroso intervento militare in Siria. Non vorrei che motivi economici, esigenze di potere o il presunto utilizzo mai provato di armi chimiche mai trovate in passato scatenassero un conflitto che può diventare pericolosissimo”.

Subito anche Maurizio Martina, attuale segretario del Pd, si è scagliato contro il leader del Carroccio invitandolo ad “avvertire immediatamente se ha intenzione di cambiare le alleanze storiche dell’Italia” quando e se avrà un incarico di governo.

Il problema è che sia il segretario del Pd Martina sia la fondatrice di Più Europa Emma Bonino – personalità uscite pesantemente sconfitte dalle recenti elezioni – continuano a parlare seguendo slogan che non funzionano (e non bastano) più, non riuscendo a capire che nell’epoca dell’informazione anche al meccanico di Caltanissetta, o al panettiere di Parma, sia arrivata voce che rovesciare il regime di Gheddafi non sia stata una scelta lungimirante per Roma. La retorica dell’alleanza euroatlantica poteva fare da collante durante gli anni della guerra fredda, ma dopo le recenti esperienze in Afghanistan, Iraq e soprattutto Libia, in Italia vorremmo avere qualche sicurezza in più prima di appoggiare alla cieca il volere di Stati Uniti, Francia e Regno Unito.

Una delle pochi voci fuori dal coro è stata quella del senatore della Lega Alberto Bagnai, che ieri durante il suo lucido intervento ha voluto ricordare una delle più grandi Fake News della storia, quando l’allora segretario di Stato statunitense Colin Powell mostrò alle Nazioni Unite una boccetta con un fluido all’interno affermando che quella fosse la prova che l’Iraq avesse sviluppato armi di distruzioni di massa. Armi poi mai trovate, tanto che anche l’ex primo ministro britannico Tony Blair è stato giudicato colpevole alla fine del processo Chilcot per aver “attaccato l’Iraq prima che tutte le possibilità per una soluzione pacifica fossero provate.”

Vorremmo chiedere a Martina e alla Bonino se sono consapevoli che i nostri alleati francesi minacciarono il governo italiano che se non fosse intervenuto contro il regime di Gheddafi l’aviazione francese avrebbe “per sbaglio” colpito i terminali dell’Eni. È questo quindi l’atteggiamento di un paese alleato? È  questa l’attitudine di un’alleanza degna di questo nome? Le alleanze servono per salvaguardare gli interessi del proprio paese. Se questi non sono tutelati, le alleanze possono mutare.

L’articolo Emma Bonino sull’intervento in Siria:
“L’Italia segua l’alleanza atlantica”
 proviene da Gli occhi della guerra.

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