FARA: “GOVERNO M5S-LEGA POTREBBE MODIFICARE LA POLITICA ESTERA NEI CONFRONTI DELLA RUSSIA”

Nell’incertezza generale nei prossimi giorni, il 12 e 13 aprile, si aprirà un altro round di trattative per la formazione del nuovo esecutivo.

Il leader del M5S Luigi Di Maio incontrerà probabilmente Matteo Salvini, come ha già anticipato nel suo discorso dopo l’incontro con Mattarella. L’incontro servirà a chiarire i termini dell’eventuale alleanza e con la speranza che “maturi qualche possibile convergenza, che oggi non si registra”.

Quanto tempo prenderà il Presidente Mattarella per risolvere il rebus del governo? Quali saranno i principali temi sull’agenda di qualsiasi nuovo esecutivo? Chi sarà il prossimo premier? Per parlare di questi argomenti assai complicati Sputnik Italia si è rivolto a Gian Maria Fara, Fondatore e presidente dell’Eurispes.

— Tra qualche giorno il Presidente Mattarella convocherà le parti politiche per il secondo giro di consultazioni. A Suo avviso, che volto potrebbe avere il futuro governo italiano? Nascerà in tempi brevi un’alleanza M5S  Lega?

— Dire oggi quale potrà essere la connotazione del nuovo governo, mi sembra veramente difficile per moltissimi motivi. A mio avviso, non sarà facile comporre un nuovo esecutivo e costruire un’alleanza tra forze così diverse tra loro. Nelle prossime settimane andranno ancora avanti le consultazioni. Il Presidente della Repubblica cercherà di capire quali sono i margini possibili. Io ho la sensazione che si vada verso un governo istituzionale, un governo “del Presidente”, poiché nessuno dei partiti politici è in grado di costruire una maggioranza da solo. In più, ci sono difficoltà nel mettere insieme il centrodestra con i 5 Stelle. Dall’altro lato, il M5S difficilmente potrebbe avere il sostegno del Partito Democratico. Quindi, siamo in una situazione di stallo. La figura che mi viene in mente è lo stallo alla messicana.

— Come gli italiani vivono il fatto di non avere ancora il governo?

— Non mi pare che gli italiani siano particolarmente preoccupati. Loro sanno benissimo che si tratta di tattica politica e che ci vorrà tempo per riuscire a risolvere la situazione. Poi, a dire la verità, non è passato moltissimo tempo dalle elezioni, quindi, ancora qualche margine c’è. Naturalmente la situazione non potrà rimanere sospesa ancora a lungo. Se il Presidente della Repubblica si trovasse di fronte all’impossibilità di convincere le forze politiche a trovare un accordo, probabilmente deciderà di affidare un incarico ad una persona esterna. Questa potrebbe essere una soluzione…

— Nelle trattative tra i partiti per trovare una maggioranza in Parlamento si fa strada l’ipotesi di un nome super partes, in grado di sciogliere le resistenze dei diversi schieramenti sui candidati che hanno vinto le elezioni. Il quotidiano “La Stampa”, per esempio, lancia l’idea di un premier donna. A Suo avviso, una figura femminile potrebbe risolvere il rebus del governo?

— Il vero problema adesso è capire quali sono ancora i margini di trattativa sulla base dei quali il Presidente deciderà. Credo che sia già difficile individuare un possibile presidente incaricato uomo, figurarsi una donna, sarebbe ancora più complicato.

— Quali conseguenze potrebbe avere il nuovo esecutivo per la politica estera italiana? Nel caso della formazione di un governo composto dalla della Lega e dal M5, che sono stati molto critici nei confronti dell’Ue, l’Italia potrebbe optare per l’uscita dall’eurozona almeno per una revisione forte della politica europea?

— No, non credo proprio anche perché quello che si dice in campagna elettorale molto spesso poi non corrisponde alla realtà. Non penso che possano esserci grandi cambiamenti all’orizzonte sia nei confronti dell’Unione Europea sia nei confronti della NATO. Penso che qualsiasi governo nasca, non saranno messi in discussione gli accordi con la NATO e con l’Ue. Potrà essere un governo più attento, più critico su certe azioni, ma la natura delle alleanze non si può cambiare.

— Le posizioni di M5S e Lega verso la Russia di Putin sono al centro dell’attenzione internazionale. Il successo di questi due partiti potrebbe ridefinire la politica estera italiana in direzione più notevolmente filo-russa?

— Certo, se si formasse un governo Lega-5 Stelle, potrebbe cambiare e modificarsi l’atteggiamento nei confronti della Russia. La Lega di Matteo Salvini ha sempre pubblicamente condannato le sanzioni ed ha sempre caldeggiato l’apertura e un rapporto più inteso con la Russia di Putin. Salvini ha sempre manifestato apprezzamento nei confronti di Putin. Questo potrebbe essere il cambiamento più interessante.

via Sputnik

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