FRANCIA. MACRON, DI FRONTE ALLA RICHIESTA DI DIMISSIONI, HA PROPOSTO STATO DI EMERGENZA

Parigi. Le autorità francesi stanno prendendo in considerazione l’introduzione di uno stato di emergenza a causa delle massicce  azioni di protesta a Parigi, riferisce Reuters , citando un rappresentante del governo francese, Benjamin Grieve.

Come notato, questa iniziativa è proposta per prevenire il ripetersi di rivolte di massa ed è appoggiata dallo stesso Macron.

“Dobbiamo pensare alle misure che possono essere prese per prevenire tali incidenti”, ha detto Grieve.

In precedenza è stato riferito che più di 100 persone sono rimaste ferite durante le proteste a Parigi . Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato la violenza sulle azioni dei “gilet gialli”.

La possibilità di introdurre lo “stato di emergenza” risulterebbe molto utile al governo di Parigi per mettere sotto controllo la situazione delle strade di Parigi e delle altre città francesi ma soprattutto per mettere a tacere l’opposizone al governo di Macron che è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi mesi, mentre in parallelo è caduto ai minimi termini il suo consenso.

Macron è ormai sostenuto soltanto dall’alta borghesia che ha interessi collegati al mondo della finanza e della grande imprenditoria, che vede in Macron un politico che può garantire alle grandi imprese i notevoli profitti capitalizzati dalle grandi imprese negli ultimi anni grazie alle riforme che il governo francese sta introducendo, con liberalizzazioni e privatizzazioni.

Diverso il giudizio largamente diffuso fra l’opinione pubblica che non sopporta più Macron ed il suo governo accusato di essere al servizio delle banche e d aver fatto crollare il potere di acquisto dei francesi.

A favore di Macron si levano soltatanto alcune voci di intellettuali di riferimento della sinistra di potere, come il filosofo Bernard Henri Lévy, alias BHL, che aveva fortemente criticato il movimento dei “giubbotti gialli” e lo aveva accusato di essere composto da “Poujadist e populisti”, nel consueto diosprezzo che gli intellettuali globalisti manifestano quando il popolo si rivolta contro i governi graditi alle oligarchie globaliste.
Lo stesso BHL aveva sostenuto la legittimità degli aumenti dei prezzi dei carburanti come giustificati dalla ” tassazione verde e la necessità di sostenere Macron contro il populismo “.

Di fatto, il fossato tra il popolo e l’elite di potere rappresentata da Macron ed dal suo staff, si fa sempre più profondo e non saranno le elucubrazioni di qualche intellettuale snob a mutare la situazione che in Francia si sta evolvendo verso un clima pre insurrezionale. Un clima che inizia a preoccupare a che i rappresentanti della elite di potere che procedono a domandarsi se non sia il caso di scaricare il tracotante galletto frncese, prima che sia trooppo tardi.

Luciano Lago

via Controinformazione

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