FREGATEVENE DELLO SPREAD. SE SALGONO I TASSI DEI BTP INCASSIAMO PIÙ INTERESSI

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi su Libero, 19/10/2018

Diciamolo, Salvini ha ragione a infischiarsene delle reazioni europee alla manovra finanziaria e delle palle che scrivono i professoroni di economia sui giornali. Sa bene che in Europa ce l’hanno con lui perché il giochetto che hanno fatto con Renzi (sfori un po’ ma ti tieni i migranti) con lui non funziona e allora lo vogliono punire per una manovra, che è il «minimo sindacale» rispetto a quanto promesso in campagna elettorale. Ma no, si dice, i migranti non c’entrano, il problema è il debito pubblico. Una differenza di 8 miliardi in più, rispetto a quanto previsto è la fine del mondo? Dalla distilleria abusiva di Bruxelles rispondono «l’Italia ha 2.350 miliardi di debito», per cui basta anche poco per scivolare giù per la china. Ma è tutto un bluff e Salvini fa benissimo a tirar dritto. Cosa può decidere il capo della distilleria abusiva contro l’Italia?

Tutto quello che può fare è imporre una multa di 3 miliardi e non l’ha mai applicata a nessuno Stato, anche quando venivano violati i limiti del 3% facendo deficit del 10% come Irlanda, Portogallo e Spagna. Difficile che lo faccia ora. E le agenzie di rating? Se «abbassano» l’Italia danno la spinta ai mercati di vendere ancora i Btp, ma i mercati hanno fatto oscillare i Btp infinite volte negli ultimi 25 anni e alla fine lo Stato italiano ha sempre pagato gli interessi. La conseguenza della «turbolenza» dei mercati è che il rendimento del Btp può salire dal 3,3% attuale al 4% o forse di più, al 4,5% ad esempio o fino al 5%. E allora?

Non tutto il male viene per nuocere. In Germania, con inflazione al 2% e rotti i titoli di Stato rendono meno di zero, -0,5% o al massimo 0,4%. Quindi il povero risparmiatore tedesco perde l’1% o 2% l’anno. In Italia con inflazione più bassa, 1,2% ora, il risparmiatore godrebbe di un guadagno del 3% al netto dell’inflazione, se i Btp salissero oltre il 4% di rendimento. In pratica un tedesco perde il 2% l’anno sui suoi soldi in titoli di stato e l’italiano guadagna un 2 o 3% l’anno. Una differenza del 4 o 5% per noi. Perché questo i professoroni non lo scrivono, perché ci si comporta come se gli interessi che lo Stato paga finissero al macero e non fossero intascati da qualcuno?

Ah, ma c’è il rischio del default. Discorsi catastrofici simili sono stati fatti nel 2011 quando appunto il rendimento dei Btp salì al 5% e ci fu la «crisi dello spread». Tutto per salvare l’euro e favorire il colpo di Stato che ha portato alle dimissioni forzate di Berlusconi. Ma questa è politica. Dal punto di vista economico chi allora comprò Btp alla data di oggi tra cedole e apprezzamento ha guadagnato oltre il 50% cumulativo!

Nel mondo oggi ci sono i tassi di interesse più bassi della storia dell’umanità, tutti i paesi importanti pagano tra meno di zero e il 3.2% massimo (gli Usa o l’Australia o la Cina). Di conseguenza ora che i tassi dopo anni di compressione in basso stanno cominciano leggermente a salire, tutto il reddito fisso sta facendo perdere soldi (perché se i tassi salgono il prezzo scende). I bond globali in media da inizio anno hanno perso intorno al 2% e chiunque compri bond tedeschi che rendono 0%, giapponesi che rendono 0,1% o francesi che rendono 1% o anche bond societari tutti intorno al 2% rischia oggi di perdere soldi, perché questi tassi saliranno (e i prezzi scenderanno).

Se un Paese che ha un surplus estero del 2,5% del Pil e un enorme risparmio privato come l’Italia offrisse rendimenti del 4% o 5% l’anno cosa succederebbe? Arriverebbero fondi da tutto il mondo per comprare bond italiani. Perché tutti i bond del mondo oggi rischiano di farti perdere. Tranne quelli italiani.

via ImolaOggi

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