FUSARO CONTRO MONTI: ‘EVOCA LO SPETTRO DELLA TROIKA. PROPRIO LUI’

“Senza pudore e senza senso della misura, ecco che ora l’uomo dei mercati, Mario Monti, in Senato rievoca lo spettro della Troika”.

Così Fusaro contro Monti in un editoriale per Il Fatto Quotidiano.

Il filosofo ha criticato l’ex premier in quanto questo chiama in causa la Troika “con naturalezza, come se fosse la cosa più normale del mondo”.

E aggiunge: “Lo storytelling è sempre il medesimo, quello dettato dalla ossequiosa teologia dei mercati speculativi e dalla loro religione sacra del classismo planetario”.

Secondo Fusaro il messaggio “neppure troppo in codice” del senatore a vita è il seguente: “fate quel che vogliono i mercati e la Ue, voi del novello governo gialloverde, o l’Italia verrà in un batter d’occhio invasa da una giunta militare economica liberista come quella a suo tempo presieduta dallo stesso Monti, l’euroinomane fiduciario dei mercati speculativi”.

Poi il duro attacco contro il governo Monti, che si instaurò nel 2011 in seguito ad un “colpo di Stato finanziario”. Si trattò, ha proseguito Fusaro, di un esecutivo “formalmente definito ‘tecnico’ e, in verità, corrispondente a una giunta militare di tipo economico, imposta autocraticamente dalla Banca centrale europea con il solo obiettivo di adeguare la penisola italiana ai parametri economici europei, destrutturando i residui diritti sociali e del lavoro”.

Il messaggio che Monti ci sta inviando, ha concluso Fusaro, è: “Rinunziate a velleità populiste e di difesa degli interessi della nazione e del lavoro. Rispettate i desiderata dei turbomondialisti apolidi e dei mercati finanziari deregolamentati”.

Nella discussione generale sulla fiducia in Senato martedì scorso, l’ex presidente del Consiglio ha affermato che il governo Conte “nella sua interezza” deve mostrare “più umiltà e realismo” nei confronti del Paese, altrimenti rischia di fargli subire “l’umiliazione della Troika”.

“Oggi lo Spread – ha concluso il professore – è di 235 punti, quello della Spagna è di 98. Questo 235 non è distante da quel 255 che il ministro Moavero e il mio governo abbiamo lasciato”.

via Silenzi e Falsità

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