FUSARO: ‘NON V’È STATO CHE ABBIA RIDOTTO IL PROPRIO DEBITO PUBBLICO MEDIANTE LE POLITICHE DELL’AUSTERITY IMPOSTE DA BRUXELLES’

“Giova rammemorare che non v’è Stato che abbia ridotto il proprio debito pubblico mediante le politiche dell’austerity imposte da Bru-xelles: quanti abbiano subito la somministrazione autoritaria dell’austerità depressiva sono, anzi, stati travolti da quella spirale recessiva che, mediante le leve del debito inestinguibile e della pauperizzazione della popolazione, pone in essere le condizioni ottimali per i traffici speculativi della finanza interna-zionale”.

Lo ha scritto Diego Fusaro in un post sulla propria pagina Facebook.

“Anche sotto questo profilo,” ha aggiunto “l’austerity rivela il proprio volto diabolico di metodo governamentale, mediante il quale l’élite turbofinanziaria, dietro la maschera della crisi emergenziale, tutela con profitto il proprio interesse di classe”.

In un altro post il filosofo ha osservato che “l’umiliazione eurocratica della Grecia presenta un alto contenuto simbolico” in quanto “si pone come il momento culminante dell’oltraggio e dell’annichilimento della nostra civiltà compiuto dall’illimitata volontà di potenza tecno capitalistica”.

“Essa,” ha spiegato il professore “sotto il nome nobilitante di ‘Unione Europea’, non realizza la storia e le premesse della civiltà tenuta a battesimo dalla Grecia di Omero e di Socrate: la perverte in un fosco nichilismo senza spirito, che fagocita senza riserve ogni realizzazione culturale e valoriale, lasciando che a sopravvivere e a dominare sia unicamente il nudo valore di scambio perseguito dalla tecnocrazia repressiva e dalla ὕβϱις, dalla “tracotanza” dell’illimitatezza scatenata”.

Fusaro ha anche criticato il sistema finanziario:

“Le grandi banche, dal Fmi alla Bce, applicano un keynesismo rovesciato, del quale beneficiano gli speculatori e i bancocrati. Al settore pubblico è lasciato l’onere di risanare le banche, col ricatto che, se non lo si fa, l’incendio distrugge la società tutta. Ecco spiegata la forma bancaria della lotta di classe”.

via Silenzi e Falsità

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