GENTILONI E IL DISTACCO DALLA REALTÀ: “E’ L’ORA DELLE FORZE PROGRESSISTE IN EUROPA”

Roma, 21 gen – Tra le tante cose che storicamente si possono rimproverare alla sinistra da alcuni anni ce n’è una in particolare: in Italia come in Europa e negli Usa, ha smesso di capire e ascoltare il popolo. A confermarlo è l’ultima dichiarazione dell’uscente Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che ha inaugurato la sua campagna elettorale così: “La presidenza in Francia di Macron ci dà una opportunità nuova. Per le forze progressiste il momento di influenzare il destino dell’Europa è oggi. Il contributo delle forze socialiste e democratiche è indispensabile “. Il progressismo si è identificato pedissequamente negli ultimi anni nelle élite, tra privatizzazioni, accettazione di flussi migratori insostenibili e supino appoggio alle politiche dell’alta finanza, distaccandosi sempre più dalle problematiche reali e dalle istanze dei cittadini europei.

La dichiarazione è stata scritta da Gentiloni per essere letta domenica al Congresso dell’SPD, che in queste settimana ha contrattato con Angela Merkel le condizioni per formare nuovamente un governo di coalizione. Le parole di Gentiloni, visti i recenti risultati elettorali, appaiono come una vana speranza piuttosto che una reale convinzione. Perché le sinistre europee hanno subito un fortissimo calo, dovuto soprattutto a una svolta neo-liberista. Basti pensare al risultato di Alternative Für Deutschland in Germania, del Front National in Francia, al Partito della Libertà Austriaco. Ormai messi spalle al muro dagli stessi elettori, detentori del potere democratico, i partiti di sinistra, oggi più vicini alla finanza e alle banche che agli “ultimi” e agli operai, tentano di sopravvivere utilizzando la solita retorica, senza però sapere che i cittadini hanno imparato a capirli, e non hanno sempre meno fiducia in loro. Visti i sondaggi che danno il Pd intorno al 22%, rispetto al 40,8% delle elezioni europee del 2014, Gentiloni dovrebbe capire che il vento soffia verso altri lidi. Il che dimostra che oltre a non avere più buon senso, il premier uscente ha perso anche fiuto politico.

Dario Dedi – Il Primato Nazionale

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