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Germania fuori dall’Ue Il piano della destra tedesca

C’è chi credeva che la Germania potesse rimanere l’ultimo baluardo dell’euro e dell’Unione europea. Berlino ha guadagnato più di tutti dall’unificazione monetaria europea. E quindi nessuno si aspettava che anche in territorio tedesco i sovranisti decidessero di intraprendere la una campagna che minaccia l’uscita dall’euro e dall’Unione europea. Perché in fondo gli interessi nazionali tedeschi dovrebbero coincidere con la stessa esistenza dell’Ue e dell’euro. La struttura europea si è trasformata nel tempo in un continente a immagine e somiglianza dell’agenda tedesca. E quindi non sembrava interesse dei sovranisti di Berlino uscire da un qualcosa che sembrava essere utilissima.

Ma anche in Germania ha iniziato a spirare un vento di “exit“. E a farlo spirare, è Alternative für Deutschland che nell’ultimo congresso di Riesa, in Sassonia, ha posto le basi per un discorso euroscettico. E se non è proprio un obiettivo finale, quello dell’uscita dall’Europa sembra essere soprattutto un discorso nato come minaccia. AfD non vuole andarsene a ogni costo, ma lo pone come un aut-aut: o cambia l’Unione europea, o la Germania se ne va dall’Unione. Un ultimatum che da Bruxelles e dintorni iniziano a prendere sul serio, visto che gli ultimi sondaggi danno il partito dell’ultradestra tedesca in netto aumento. 

Come ha spiegato Il Sole 24 Ore, i delegati del partito “hanno votato un manifesto elettorale per le europee di maggio che prevede di fare campagna per il divorzio tra Berlino e la Ue. La “Dexit” (Deutschland exit, ndr’), come è già stata ribattezzata dai media tedeschi, dovrebbe entrare in agenda se la Ue non avvierà un piano di riforme che tenga conto delle linee guida avanzate dalla Afd. Una prima bozza fissava al 2024 il termine massimo per la ‘risposta dell’Europa’, poi ammorbidita in una scadenza più elastica (ora si parla di ‘entro tempi ragionevoli’)”.

Una scelta strategica molto interessante. La Germania sovranista non vuole l’uscita dall’Europa. Ma agita lo spettro come minaccia per cambiarla. E da qui si vede anche la differenza rispetto agli movimenti delle destra europee, che invece puntano a cambiare l’Ue o a uscire, ma non a minacciarlo per modificare la struttura europea. Modifiche fondamentali, fra le quali è presente l’abolizione del Parlamento europeo che viene visto, come spiega Libero, “come un organismo di 751 membri privilegiati che si intromette nel potere legislativo, competenza esclusiva degli Stati membri”.

A questa ipotesi, si aggiunge l’eventuale uscita dall’euro. Per adesso, la AfD non mette in discussione l’esistenza dell’euro o il mercato unico, né l’integrazione economica. Il portavoce del partito, Joerg Meuthen, ha detto: “Uscire dall’Unione europea non è lo scopo dell’Afd ma, diciamo, è l’ultima opzione. Se le nostre fondamentali proposte di riforma non dovessero essere realizzate in un periodo di tempo ragionevole, allora consideriamo l’uscita della Germania dalla Ue come un’opzione necessaria”.

Secondo la mozione approvata dai delegati in Sassonia, se l’Ue non adotterà le riforme volute dal partito, la Germania dovrà uscire dall’Unione o dovrà esserci “una dissoluzione ordinata dell’Ue”. Una proposta che però non segue molto i pensieri del co-presidente del partito Alexander Gauland, che aveva invece invitato alla prudenza su questo tema. “Penso non sia saggio andare alle elezioni con richieste massime”.

Ma adesso per Gauland ci sono problemi molto più importanti da risolvere. I servizi segreti tedeschi hanno deciso di “attenzionare” l’Alterantive fur Deutschland. L’Ufficio federale per la difesa della Costituzione (BfV) ha stabilito che il partito è “un caso da analizzare”. L’anno scorso, nei confronti dell’Afd in Turingia, è stato avviato lo stesso tipo di procedimento. La vice-capogruppo dello Spd, Eva Hoegl, ha detto che la decisione di mettere nel mirino il partito “è giusta e necessaria da tempo”, poiché “parti del partito mostrano contatti con l’ambiente dell’estremismo di destra evidentemente contrarie alla Costituzione”,

Secondo il Tagesspiegel, saranno analizzate le dichiarazioni pubbliche di membri e dirigenti dell’Afd e possibili rapporti con realtà di estrema destra considerate eversive. La leader del partito, Alice Weidel, ha commentato affermando che si tratta di un tentativo di “spaventare i cittadini” in vista delle elezioni che si terranno nel 2019 in Sassonia, Brandeburgo e Turingia. E in vista delle europee, la situazione può diventare ancora più complessa. 

L’articolo Germania fuori dall’Ue
Il piano della destra tedesca
 proviene da Gli occhi della guerra.