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Golpe francese in atto per sovvertire l’Italexit di Savona (ma tanto sarà Dexit)

Questa settimana l’aggiornamento dal fronte di guerra arriva un po’ in ritardo ma solo perché avevo bisogno del giusto spunto. L’occasione è arrivata questa mattina.

Noi sappiamo che l’Italia di Savona ha gettato le basi per l’Italexit, e sappiamo anche che essa, in conseguenza di Q e dei Gilet Jaunes, si è trasformata in Eurexit.

Oggi veniamo finalmente a conoscenza di due nuovi fatti:

  • La Francia Macroniana non rinuncia al suo progetto di una UE a trazione franco-tedesca;
  • I tedeschi hanno capito benissimo che la germanizzazione della Francia non sarà possibile.

Inevitabile, per quanto sopra, il doppio evento sottolineato dal titolo:

a – un tentato golpe in Italia, volto a portare al potere l’asse M5S-PD (magari grazie a quel gran genio del Presidente della Camera Fico);

b – l’avvio di un processo di separazione del nord-europa dai riottosi popoli del sud.

Ma procediamo per gradi.

La morente UE sta faticosamente affrontando e gestendo la Brexit, la separazione (pare) non consensuale di un paese che sta migliorando la propria economia:

  • PIL Q1 2018: +0,1%
  • PIL Q2 2018: +0,4%
  • PIL Q1 2018: +0,6%

in totale controtendenza rispetto all’Eurozona.

E’ di oggi la notizia (Reuters) che il Governo inglese sta compiendo i dovuti passi per prepararsi ad una Brexit senza alcun accordo con la UE.

A fianco di questa spina, alla Commissione UE si propone un nuovo fronte problematico, la riottosità dei populisti italiani.

Fissando il 2.4% di rapporto deficit/pil, Savona, di fatto, aveva garantito la vittoria della guerra con Bruxelles ai populisti eletti il 4 marzo 2018. La UE, messa all’angolo, venne commissariata dalla Merkel: nessuna sanzione, poiché costringerebbe i tedeschi a dolorosi salvataggi delle banche italiane, ma neanche approvazione del bilancio poiché scatenerebbe una pericolosa ondata di populismi in tutto il sud dell’Europa.

Nel frattempo, nella Gallia procedeva spedita la riforma della UE con la germanizzazione della Francia, attività di armonizzazione fondamentale per creare quell’asse Parigi-Berlino che avrebbe guidato il continente (guidato? Mah!).

Purtroppo per la Merkel, a metà Novembre anche in Francia si apre un fronte. Le liberalizzazioni nel mercato del lavoro e l’aumento delle tasse imposto da Macron hanno fatto esplodere la rivolta dei Gilet gialli, elemento fondamentale del Nuovo Nuovo Ordine Mondiale proposto dagli Usa (vedi The Economist) anche al fine di contrastare il progetto di esercito unico europeo (metterebbe la bomba atomica in mano ai tedeschi).

Macron, di fronte agli scontri nelle piazze, cede, di fronte al disagio del popolo fa concessioni che agli occhi dei tedeschi lo fanno apparire come un debole, un inetto, un incapace di germanizzare i francesi come si dovrebbe.

Les Echoes scrive: “French deficit to be close to 3.5% in 2019”

Questo increscioso sforamento del deficit non sarà visto bene dai tedeschi, Wolfgang Munchau avvisa i francesi:

“French decision to raise fiscal targets destroys what little credibility the stability pact has left and will frustrate eurozone reforms for years”

I tedeschi inorridiscono, deficit oltre il 3%? Essi capiscono che Macron ha perso, non riuscirà a trasformare la Francia, a fare davvero le riforme e cominciano a parlarne molto male:

“Macron trasforma la Francia in una nuova Italia….Macron non è un partner nel salvataggio dell’Euro o dell’Europa, bensì un fattore di rischio” (Die Welt).

La Bild:

“Macron distribuisce soldi 14 giorni prima di Natale, i primi regali ai suoi cittadini”

sino al drammatico:

“Macron vuol far esplodere il patto di stabilità della UE? Niente chiarezza su tagli alle pensioni?”

ed arrivano al punto di definirlo persino una palla al piede.

Ma torniamo ora all’Italia. Dopo che Savona aveva oramai vinto la guerra, pare sia avvenuta una “strambata” tesa a far perdere questa guerra.

Non credo che Savona, Barra Caracciolo, Borghi e Bagnai sappiano qualcosa di quanto accade durante i vertici, per lo meno a leggere i loro tweet così pare. Come mai vi chiederete? Conte, su probabile input di Mattarella, ha preso un grande potere e (in pratica) lavora quasi in autonomia.

Perché tutti gli economisti anti-euro sono totalmente tagliati fuori? Si tratta forse di una contro-contro-controrivoluzione? Non credo.

La risposta va cercata nel Macron-pensiero, e l’idea ce la possiamo fare ascoltando le parole del francese Marc Lazar, Professore della Luiss Guido Carli, pronunciate a La7 questa mattina:

“I giochi di sponda fra Francia e Italia è possibile farli solamente con un altro governo poiché Salvini ha in Macron il suo nemico naturale in chiave elettorale per Giugno. Sarebbe invece auspicabile che partisse il gioco di sponda fra i due paesi poiché dobbiamo entrambi risolvere i nostri problemi sociali”

Ed ancora:

“En Marche ammira molto M5S ma non ha mai cercato agganci poiché Macron pensava che, data l’alleanza con la Lega, essi fossero per l’uscita dall’Euro. Allora Macron ha detto, io parlo solo con Conte e con la Trenta, che è M5S, per cercare soluzioni poiché con essi la dialettica viene bene”

Chiara ed evidente la richiesta francese di annullare l’esito populista delle ultime elezioni, anche con l’aiuto di Moscovici che, in versione politico, lavorando a tempo pieno per l’establishment italiano.

In molti, immaginandosi una presunta immortalità di Macron, stanno lavorando per cambiare le maggioranze in parlamento e portare al potere l’asse PD-M5S, perché europeista. Essi ritengono che un simile governo avrà un miglior trattamento dalla Commissione UE e dalla Germania.

Non hanno capito che i tedeschi hanno raggiunto il limite di sopportazione e che non vi sarà possibilità alcuna che un governo differente, assieme a Macron, ottengano migliori concessioni. Come afferma Handelsblatt:

“Gli stati con il debito pubblico superiore al 60% devono abbassare la quota strutturale di deficit annualmente dello 0,6%. Solo quando gli obiettivi sul deficit strutturale sono raggiunti, la Commissione Ue potrà rinunciare alla procedura di infrazione”

Giochi di sponda non saranno più tollerati, anche perché il cavallo su cui Mattarella e il PD (ossia il Partito dei Francesi) puntano, secondo Wolfgang Schauble:

“Emmanuel Macron c’est game over”

Pensate che, secondo la FAZ:

“Macron menace l’Euro”

E mentre come sottolinea Giulio Sapelli su Il Sussidiario.net da un lato:

“la resa del governo (ndr. di questi ultimi giorni) ci farà spazzare via dalla recessione”

(colpa indubbia dell’Euro visto che anche Allen Sinai, economista americano, afferma dalle pagine di Libero:“Avete ragione, l’UE vi atrofizza”), dall’altro, la speranza di cambiare la UE dall’interno non esiste proprio. Oramai sarà Eurexit o, se proprio Francia e Partito dei Francesi Italiano non volessero rinunciare (per questioni politiche) a tale progetto, sarà DEXIT:

“Germany must quickly out the Euro” (Max Otte in “Der Euro wird platzen” – Amp.focus.de)

DEXIT è il libro scritto da Bruno Bandulet nel quale si parla chiaramente della possibilità e dei vantaggi di una simile decisione, sia per i tedeschi, sia per noi, poiché l’Eurosistema è ancora rotto e lontano dal perfezionarsi. Invece, come ben spiega un Working Paper del CESIfo, tornando alla moneta sovrana il paese avrebbe anche un’attrattiva economia interna.

D’altronde, oramai “l’Europa sta morendo” (Varoufakis a SputnikNews) e quanto oggi cercheranno di fare sul piano dialettico, sarà sempre troppo tardi: “chiudono le stalle dopo che i cavalli sono scappati” (Varoufakis). L’Europa è in crisi e non si risolleverà mai con le sue politiche asfittiche e con l’attuale classe dirigente. All’Italia non rimane che fare una cosa: “l’Uscita dall’Euro….. Penso che Salvini si stia preparando”:

Non a caso, Jacques Sapir, consapevole che i Gilet Gialli (ricordiamo il viaggio di Steve Bannon in  Europa) si trasformeranno in una sorta di Movimento 5 Stelle, ha avvisato tutti con la seguente frase:

“Parigi e Roma ora collaborino a un piano di uscita dall’Euro”

Altro che alleanza En Marche-Partito dei Francesi Italiano, qui si tratta di arrivare a breve ad un’alleanza populista Franco-Italiana. Per questo Salvini si è prudentemente tirato indietro di recente nei proclami anti UE, iniziano ad essere maturi i tempi per Eurexit e/o Dexit, ma servirà attendere che venga ribaltato il governo neoliberista di En marche: #TrustthePlan!Ad maiora.FacebookTwitterGoogle+LinkedInPinterest

L’articolo Golpe francese in atto per sovvertire l’Italexit di Savona (ma tanto sarà Dexit)proviene da Qelsi Quotidiano.