I NUMERI DELL’APOCALISSE: QUANTE VITE SI PUÒ PRENDERE L’ARSENALE NUCLEARE NORDCOREANO

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Un accecante lampo di luce bianca, una gigantesca nuvola a forma di fungo sopra i grattacieli e 2 milioni di persone polverizzate: proprio queste secondo l’analista americano Michael Zugarek, collaboratore dell’Istituto USA-Corea dell’università Johns Hopkins, saranno le conseguenze di un attacco nucleare nordcoreano su Tokyo e Seul.

Ha motivato le sue conclusioni con fattori quali il numero di testate nucleare e missili balistici di Pyongyang, la densità della popolazione delle città target e la posizione geografica.

Zugarek riassume: qualsiasi tentativo di risolvere i problemi con la Corea del Nord con mezzi militari sarà catastrofico e le conseguenze saranno mortali per la regione e creeranno gravi problemi nel mondo.

L’esperto ha stimato che dal 2011 la Corea del Nord ha effettuato 98 lanci di missili balistici di prova. Col passare del tempo sono diventati sempre più precisi, affidabili e con più ampio raggio d’azione. Il culmine del programma sono stati i lanci di prova dei missili intercontinentali avvenuti il 4 e 28 luglio di quest’anno.

Secondo la comunità di esperti internazionali, “l’arsenale della Corea del Nord attualmente annovera fino a 25 testate nucleari con una capacità di 15 a 25 chilotoni, ha dichiarato Michael Zugarek. — Tuttavia il 3 settembre Pyongyang ha testato una nuova bomba termonucleare. La sua potenza approssimativa varia da 108 a 250 chilotoni. Quante testate di questo tipo disponga l’esercito nordcoreano non è noto. Pertanto nelle mie previsioni ipotizzo che Pyongyang possa utilizzare 25 testate nucleari con una capacità da 15 a 250 chilotoni se la situazione nella penisola coreana degenererà.”

L’esperto valuta 3 possibili provocazioni che potrebbero portare ad un’escalation e all’inizio di un conflitto.

Secondo l’analista, per verificare il potere distruttivo delle nuove armi, Pyongyang potrebbe decidere di effettuare un test nucleare sottomarino o in superficie mostrando l’evento nella televisione nazionale. Ovviamente immagini del genere, per usare un eufemismo, susciteranno nervosismo non solo negli Stati Uniti ma anche negli altri Paesi considerati potenze nucleari, che avevano rinunciato a questo tipo di prove un decennio fa.

La seconda opzione possibile di escalation è il lancio di un missile balistico intercontinentale di prova che cadrà nelle vicinanze dell’isola di Guam, dove si trovano le basi militari statunitensi. In questo caso, secondo Zugarek, gli Stati Uniti non staranno a guardare.

Infine la terza opzione è colpire con armi di precisione la Corea del Nord per la liquidazione fisica di Kim Jong-un e dei suoi più stretti collaboratori. Questo è lo scenario più pericoloso. Praticamente garantirà la reazione nucleare del regime nordcoreano”.

L’arsenale nucleare della Corea del Nord è troppo piccolo per attacchi selettivi su basi militari, luoghi di concentramento militare e centri produttivi, pertanto Pyongyang non è in grado di compromettere il potenziale militar-industriale ed economico del nemico.

L’unica cosa che può fare la Corea del Nord, secondo Michael Zugarek, è attaccare grandi città densamente popolate e portarsi via quanti più nemici possibili. Pertanto l’obiettivo principale saranno le capitali densamente popolate dei Paesi più vicini alla Corea del Nord alleati degli Stati Uniti.

Riassumendo, Michael Zugarek scrive che le perdite totali di questo scontro catastrofico supereranno il numero complessivo delle vittime giapponesi e sudcoreani durante la Seconda Guerra Mondiale. La Corea del Nord cesserà di esistere come Stato, venendo spazzata via dai missili intercontinentali americani e probabilmente dalle bombe nucleari B61.

La probabilità che si concretizzi questo scenario da brividi è estremamente ridotta. Nonostante la retorica sprezzante a aggressiva usata nei media, sia Donald Trump che Kim Jong-un sanno perfettamente che una spirale di eventi simili minaccia il mondo intero. Pertanto è altamente improbabile che si spingeranno verso una grande provocazione, che potrebbe diventare il pretesto per una guerra nucleare.

via Sputnik

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