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Il Labour come l’abbiamo conosciuto non esiste più

Dalla rivista online Spiked un amaro e accorato epitaffio posto sul Labour di Corbyn, che con il suo voltafaccia sulla Brexit manda a pezzi la sua linea politica, tradisce i suoi elettori del ceto popolare, si inginocchia davanti ai potenti e rischia di estinguersi.

Di Brendan Chilton, 9 luglio 2019

Con un’inversione di rotta straordinaria e senza precedenti, il Partito Laburista ha annunciato oggi che sosterrà la campagna per il Remain in un futuro referendum sull’UE. E questo nonostante la promessa messa nero su bianco nel manifesto del 2017 di accettare l’esito del referendum originale del 2016. Questa è la conseguenza di tre anni di campagne da parte di  chi all’interno del movimento laburista ha rifiutato di accettare il risultato del referendum. Hanno accumulato un’enorme pressione su Jeremy Corbyn, per convincerlo a cambiare la posizione del partito laburista. Oggi Corbyn ha ceduto alle stesse persone che alcuni anni fa lo avevano sfidato per la  leadership nel partito.

Oggi è un giorno tragico nella storia del partito laburista e un giorno fatale per la democrazia britannica. È, potenzialmente, l’inizio della fine del partito laburista così come lo conosciamo. Il Labour è in continuo calo nei sondaggi d’opinione, nonostante il valoroso recente impegno dei parlamentari laburisti del Nord e delle Midlands, regioni che hanno votato sì alla Brexit, per la difesa della democrazia e per la salvaguardia del Labour come partito dei lavoratori e delle donne. I loro sforzi potrebbero essere arrivati troppo tardi per salvare i laburisti da una possibile sconfitta catastrofica alle prossime elezioni.

Il popolo britannico ha dato milioni di voti al partito laburista nel 2017, sapendo che il partito aveva accettato l’esito del referendum. Il partito laburista è stato in grado di togliere ai conservatori la maggioranza anche a causa della posizione assunta sull’uscita dall’Unione europea. Quattro milioni di elettori laburisti sono rimasti fedeli al Labour e, nonostante la grande incertezza sull’impegno del partito per la Brexit, hanno votato per il partito laburista di Jeremy Corbyn. Un partito laburista filoeuropeo ha oggi deluso la loro lealtà e fiducia. Molti ora guarderanno altrove, cercando una rappresentanza politica attraverso altre parti che condividono le loro opinioni.

La corrente vittoriosa a favore del Remain all’interno del partito laburista oggi festeggerà, ma il suo giubilo avrà vita breve. A festeggiare oggi saranno anche il Brexit Party e la campagna per la leadership di Boris Johnson. Probabilmente non riescono a credere alla loro fortuna. Dopo avere già superato il recinto esterno del forte laburista alle elezioni europee, il Brexit party ora avanza a tutta velocità nel vuoto rimasto nel cuore del territorio del Labour. Lì non c’è niente per fermarli. Larghi strati di collegi elettorali dominati dagli elettori pro Brexit della classe operaia sono ormai pronti per scegliere, visto che i laburisti abbandonano definitivamente il loro zoccolo duro.

Il 70% delle circoscrizioni elettorali del Labour all’epoca del referendum del 2016 ha votato per lasciare l’Unione Europea. Il sostegno alla Brexit è stato più alto tra le classi socioeconomiche più basse della nostra società. La maggior parte dei seggi più periferici del Labour ha votato Leave, così come la maggioranza dei seggi che il Labour deve vincere per formare un governo. Quei seggi sono ormai fuori portata, mentre il Labour ritorna all’interno dello scudo protettivo della M25 (la tangenziale di Londra, ndt). Chi sosterrà le classi lavoratrici in Inghilterra ora? Chi rappresenterà i milioni di persone più povere che hanno votato nella speranza di un futuro migliore fuori dall’Unione europea?

Stiamo assistendo all’andare in pezzi della linea politica di un partito del Regno Unito. La vecchia alleanza laburista tra i professionisti della classe media e gli elettori della classe operaia è infranta. È, forse, qualcosa di irreparabile. Quel partito secolare che ha portato grandi progressi sociali, economici e politici per gli uomini e le donne comuni ha ceduto alla volontà dell’establishment britannico pro Remain. Allo stesso modo tanti partiti socialdemocratici europei che hanno perseguito lo stesso programma demografico e politico metropolitano sono passati alla storia. Il Labour, seguendo ora lo stesso percorso, mette a rischio la sua stessa esistenza come partito con un peso nella politica britannica.

La bandiera rossa, il vecchio e famoso simbolo della democrazia sociale del lavoro, dell’internazionalismo e della rappresentanza della classe operaia, è stata lacerata e abbattuta. Al suo posto è stata issata sul movimento laburista e sindacale la bandiera blu costellata di stelle gialle. Il capitale ha battuto il lavoro. I padroni hanno battuto i lavoratori. L’Europa ha battuto la democrazia. L’establishment ha vinto. Quando la storia sarà scritta, registrerà un paradosso peculiare: che il partito istituito per sfidare le élite è diventato in definitiva il partito che si è inginocchiato davanti ai nostri padroni e ha sostenuto il vecchio ordine.

Fonte: http://vocidallestero.it/2019/07/10/il-labour-come-labbiamo-conosciuto-non-esiste-piu/

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