IL PIANO SEGRETO DELLA CATALOGNA: “LA GUERRA E POI L’INDIPENDENZA”

Commento

Durante le perquisizioni in casa di Josep Maria Jové, braccio destro del leader indipendentista Junqueras, la Guardia Civil ha trovato, fra i vari documenti, il vero e proprio “piano segreto” dei partiti secessionisti per proclamare l’indipendenza della Catalogna. La strategia è denominata #EnfoCATs, o Reenfocant el procés d´independencia per un resultat exitós, e definisce le varie tappe del processo indipendentista. Secondo il documento, la dichiarazione unilaterale d’indipendenza (la Dui, come viene chiamata nel gergo politico spagnolo) che ha pianificato per oggi Carles Puigdemont, “genererà un conflitto che, se ben amministrato, può portare alla proclamazione di uno Stato, perché la Spagna non riconoscerà il diritto a indire un referendum, ma, in caso veda che tutto è perduto, lo lascerà fare e farà in modo che sia perso dai partiti secessionisti”. L’obiettivo della piattaforma indipendentista è perciò quella di giungere a un conflitto, non di evitarlo, ottenendo la capacità mediatica e politica di arrivare alla secessione. Questa determinazione a non evitare il conflitto, ma anzi, a sostenerlo, è evidente in un’altra parte della relazione, in cui si afferma: “Nel momento in cui si avrà una determinazione chiara della cittadinanza per dare sostegno ed essere coinvolti attivamente, e con la complicità internazionale, dobbiamo cominciare ad aumentare gradualmente il livello di conflitto in base alla risposta dello Stato, sotto la direzione e il coordinamento di tutti gli attori coinvolti e senza alcun genere di dubbio sulle azioni da mettere in campo e sul calendario”.

Come informa il quotidiano El Pais, a pagina 40 del documento rinvenuto dalla Guardia Civil si parla del futuro governo. Il piano include un comitato strategico e un comitato esecutivo. Nel comitato esecutivo, saranno inclusi i segretari generali della presidenza e delle vicepresidenza dei vari ministeri, i direttori delle officine di sviluppo e di autogoverno, professionisti esperti in vari settori e consiglieri vari contrattati a seconda della tematica da trattare. Il comitato strategico sarebbe invece formato dal presidente del Governo, quindi Puigdemont, dal vicepresidente, dai membri dei partiti indipendentisti e di tutta la piattaforma civica secessionista che è stata la colonna portante della campagna per il referendum, quindi Anc, Omnium e Ami. Soltanto una volta passato questo periodo di transizione in cui i partiti indipendentisti avranno preso le istituzioni, allora il governo di transizione “convocherà elezioni”.

Quello che risulta evidente in questo documento è in particolare la vera e propria ossessione per il calendario dell’indipendenza. Secondo il piano degli indipendentisti, il governo di transizione dovrebbe avere una durata di circa un anno, fino a settembre del 2018, che sarebbe la prima tappa di questo processo. Una volta passata la fase di transizione, si avrebbe un governo indipendentista con scadenza naturale al 2022. Almeno questo è il progetto della piattaforma indipendentista e del governo della Generalitat.

La road-map degli indipendenti stabilisce tre obiettivi fondamentali per raggiungere i propri obiettivi: far aderire la maggioranza dei cittadini, ispirare la fiducia e operare con garanzie precise. “Il conseguimento dei tre obiettivi è il minimo necessario per affrontare il processo con garanzie di successo”, dice l’autore del documento. A questo si aggiunge poi il dato fondamentale di ottenere il prima possibile la credibilità internazionale. In sostanza, quello che preoccupa la piattaforma indipendentista è che, una volta avviato questo processo di distacco, tutto debba avvenire in condizioni tali per cui la comunità internazionale ritenga credibile che ciò che è avvenuto in Catalogna sia il frutto di un processo democratico e che ha coinvolto la maggior parte della popolazione, con strategie specifiche che garantiscano la democraticità dei poteri e delle decisioni. In questo senso, è opportuno mettere in relazione questo piano con la Ley de ruptura, la legge di secessione promulgata dal parlamento catalano il 15 agosto. In quella legge già sono previste alcune strutture governative che avrebbero sostituito quelle dello Stato spagnolo una volta ottenuta l’indipendenza, ad esempio il Tribunale Costituzionale.

Nel documento, quello che scaturisce è l’elaborazione di tre scenari: il primo è la disconnessione da Madrid dopo un patto con lo Stato spagnolo; il secondo uno scontro totale con la Spagna che potrebbe anche essere di natura violenta; il terzo, invece, un assedio da parte della Spagna che contemplerebbe, nel primo periodo, “un’asfissia economica, giudiziaria e politica” nei confronti del governo separatista. Questo terzo scenario sembra quello che sta avvenendo in queste ore. In questo terzo scenario, il documento rivela che l’appoggio dei Mossos d’Esquadra non sarà soltanto necessario, ma anche dato per scontato. Nel documento si considerano i Mossos come coinvolti perfettamente nel processo indipendentista, anche soltanto dei vertici. In questo caso, se confermato il coinvolgimento attivo dei Mossos contro lo Stato, le accuse di sedizione per Trapero sarebbero certe.

L’articolo Il piano segreto della Catalogna:
“La guerra e poi l’indipendenza”
 proviene da Gli occhi della guerra.

loading...
LEGGI ANCHE:

LEGGI ANCHE QUESTI ARTICOLI

Commenti per questo post