IL SUICIDIO PERFETTO: PD, NEL SIMBOLO LA BANDIERA UE…

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L’Europa nel simbolo del Partito democratico. Le stelle della bandiera Ue a incorniciare la “D” di democratico. Così da mettere in chiaro la differenza con i sovranisti, gli anti-euro. Perché il discrimine delle prossime le elezioni sarà anche questo: l’Europa. È la suggestione lanciata dal Foglio, ma che comincia a fare proseliti anche tra i democratici. Soprattutto tra i tifosi di Emanuel Macron, convinti che proprio questa sua scelta netta a favore dell’Europa sia stato il segreto della sua vittoria. Piero Fassino e Walter Veltroni si sono detti a favore della proposta. Così come Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e il sindaco di Firenze, Dario Nardella.

Del resto l’idea di ritoccare il simbolo serpeggia da mesi al Nazareno. Per rinnovare un marchio che incomincia ad accusare i segni del tempo, giorni di vittorie ma anche di sconfitte. Qualcuno, tempo fa, aveva proposto di togliere la “P”, lasciando solo “Democratici”. Ora la proposta del Foglio è di marcare l’identità europea.

Una riflessione che cade in un momento decisivo. La campagna elettorale, infatti, è ormai ai nastri di partenza. Il 17 ottobre partirà il treno con cui Matteo Renzi per otto settimane girerà per il Paese. Toccherà tutte le 107 province italiane. Si parte dai luoghi del terremoto, Rieti e Viterbo, per poi andare in Umbria, a Perugia, Norcia e Foligno. Il secondo giorno si sposterà nelle Marche, ad Arquata e Recanati, il terzo in Abruzzo e in Molise e il quarto giù in Puglia, da dove attraverserà tutto il Sud. Fisicamente il treno c’è già e si trova al deposito del Prenestino, quartiere di Roma non lontano dalla stazione Termini. Si tratta di un Frecciarossa, ma con un allestimento interno ed esterno fatto apposta. Il treno di Renzi – lo slogan sarà “Destinazione Italia” – è formato cinque vagoni per 150 metri di lunghezza. Può ospitare fino a cento persone. Ci sarà un vagone destinato alla sala riunioni e spazi per ospitare le persone che, tappa per tappa, saliranno sul convoglio: amministratori, rappresentanti di categoria, di associazioni.

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A dare una mano ci saranno, per tutto il viaggio, una ventina di Millenials, i ragazzi che Renzi ha voluto inserire nell’assemblea del Pd e in direzione nazionale. Oltre a loro ovviamente saranno arruolati i parlamentari delle zone che il treno toccherà.
Insomma, si parte con la campagna elettorale. E la scelta del mezzo, il treno, ricollega Renzi ai suoi inizi. Francesco Rutelli nel 2000 scelse proprio il treno, l’Ulivo Express, per fare la campagna elettorale da candidato premier. Prima, nel 96, c’era stato il pullman bianco di Romano Prodi. A rompere la tradizione elettorale del mezzo su ruota o rotaia è stato solo Silvio Berlusconi nel 2000 con la Nave Azzurra. Scelta fortunata visto che lo portò alla vittoria nel 2001. Tornando al centrosinistra, nel 2005 Prodi scelse un Tir giallo per fare la campagna delle primarie che lo vide, poi, candidarsi premier e vincere le elezioni l’anno successivo. Solo il Tir costò, diciotto anni fa, 120mila euro.

Altri tempi. Ora la politica deve fare i conti con le casse vuote dei partiti, venuto meno il finaziamento pubblico. Così anche per il treno, Renzi si affida al fund-raising, che si lancerà dal sito creato apposta per seguire il percorso del treno.

Altro dettaglio interessante è la durata del viaggio: è prevista di otto settimane. Segno che si presume di votare al massimo a febbraio.

Fonte: qui

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