IUS SOLI, DIEGO FUSARO: ‘DIGIUNANO COLORO CHE AFFAMAVANO I LAVORATORI’

Commento

“Nessuno di loro – che io sappia – ha digiunato quando il “governo tecnico” guidato dall’”uomo dei mercati” Mario Monti imposto dall’Unione Europea ha varato nel 2011 il pacchetto di riforme sociali lacrime e sangue.

Nessuno di loro – che io sappia – ha digiunato quando è stato abolito l’articolo 18, né quando l’Ue mandò la sua letterina per imporre a costi durissimi per il popolo l’adattamento ai parametri europei.

Né, ancora, al cospetto dei giovani costretti a migrare perché impossibilitati a vivere dignitosamente in un Paese che non è in grado di inserirli nel mondo del lavoro.

Nessuno di loro ha digiunato dinanzi alle aggressioni militari contrabbandate come missioni di pace e nettamente in contrasto con lo spirito e la lettera della nostra costituzione (Serbia 1999, Iraq 2004, Libia 2011, eccetera).

Non uno, poi, che digiunasse dinanzi a scene di ordinario fanatismo economico come quelle di nostri connazionali che non arrivano a fine mese e sono costretti a vivere in miseria.

Li vediamo, invece, intraprendere ora lo sciopero della fame in nome dello ius soli.

È davvero curioso (per non dire peggio) che quelli del governo che adesso fanno lo sciopero della fame perché passi lo ius soli non si siano curati di far letteralmente morire di fame il popolo dei lavoratori a colpi di Jobs act.

Le sinistre – l’abbiamo capito – si occupano ormai solo di immigrazione, transessualismo e femminicidi: hanno tradito i lavoratori, lasciando che essi venissero massacrati. Odiano il popolo, quello composto da normalissimi lavoratori, gente comune, ceto medio, operai.

Coprono con la categoria di “populismo” il loro solenne disprezzo per il popolo.

La loro priorità non sono il lavoro e la dignità sociale dei cittadini italiani.

No.

La loro priorità è lo ius soli.

Che è poi – non facciamoci ingannare dalla falsa retorica dell’integrazione – l’arma con cui il capitalismo globalizzato mira a distruggere la cittadinanza degli Stati nazionali.

Se en bloc si diventa tutti cittadini, non esiste più alcun cittadino. O, come disse Leopardi nello Zibaldone, quando tutti divennero cittadini romani, Roma non ebbe più un cittadino.”

Editoriale di Diego Fusaro per Lettera 43

via Silenzi e Falsità

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