LA BUNDESBANK: BOLLA IMMOBILIARE IN GERMANIA IMMOBILI SOPRAVVALUTATI DEL 15-30%, BANCHE ESPOSTE E FRAGILISSIME

BERLINO – Si moltiplicano gli allarmi in Germania per la fragilità delle banche tedesche. Oggi, è l’autorevole quotidiano Handelsblatt a criverne in un lungo articolo di prima pagina.

La Bundesbank, la banca centrale della Germania, teme che “gli istituti di credito possano essere abbagliati dall’andamento positivo dell’economia, sottostimando i fattori di rischio”, come i prezzi delle attivita’ come i beni immobili. Concretamente, ci sono segnali di una bolla immobiliare in atto in Germania.

E’ quanto si legge sul quotidiano tedesco Handelsblatt, che commenta il discorso tenuto ieri, 14 novembre, dalla vicepresidente della Bundesbank, Claudia Buch, durante la presentazione dell’ultimo rapporto dell’istituto sulla stabilita’ del sistema finanziario.

Per la Bundesbank, scrive Handelsblatt, “il fatto che, nonostante il rallentamento subito nella scorsa estate, l’economia della Germania si muova lungo la tendenza positiva piu’ lunga dalla riunificazione del paese non e’ motivo soltanto di gioia, ma anche di prudenza”.

Specialmente durante le congiunture positive, ha affermato Buch, “la probabilita’ di peggioramenti in futuro viene sottovalutata e le ricette appropriate vengono trascurate”. Per il vicepresidente della Bundesbank e’ quindi “ora il momento di erigere solide difese e prepararsi a tempi peggiori”.

La Bundesbank ritiene che “le vulnerabilita’ accumulate negli ultimi anni possano rendere il sistema finanziario vulnerabile a una recessione inaspettata, scenario che per Handelsblatt e’ “ora piu’ probabile”.

Secondo la banca centrale tedesca, i maggiori fattori di rischio per il sistema finanziario sono “la sottovalutazione dei rischi di credito e la possibilita’ che attivita’ come il settore immobiliare possano essere sopravvalutate a causa dei tassi di interesse attualmente bassi” di fatto denunciado una forte sopravvalutazione degli immobili, condizione che portò – ad esempio in Spagna – al tracollo dell’intero sistema bancario tra il 2009 e il 2012.

Inoltre, la Bundesbank ritiene che i tassi di interesse possano “aumentare di gran lunga piu’ velocemente di quanto previsto, creando dei problemi per alcuni attori del settore finanziario”.

Secondo Handelsblatt, negli ultimi anni le banche hanno migliorato i loro coefficienti patrimoniali, ma in una certa misura cio’ e’ dovuto al loro minore accantonamento per il rischio di credito”.

In particolare, “nel calcolo delle loro riserve di credito, grandi banche di importanza sistemica si basano su modelli interni che tengono conto delle perdite sui prestiti degli ultimi anni”. Tuttavia, data la recente ripresa dell’economia, “i risultati piu’ recenti sono stati particolarmente bassi anche a causa del minor numero di imprese insolventi”.

Nel 2003, gli accantonamenti per perdite sui crediti bancari rappresentavano ancora “circa il 2,5 per cento dei prestiti lordi, mentre nel 2017 il dato era ben al di sotto dell’1 per cento”, nota Handelsblatt.

La domanda e’ quindi se “queste cifre positive possano continuare o meno”. Una recessione “piu’ forte metterebbe sotto pressione gli equity buffer delle banche” che, per la Bundesbank, potrebbero reagire limitando i prestiti e cosi’ aggravando la recessione stessa” in una specie di avvitamento che porterebbe al dissesto delle banche più esposte nel settore immobiliare.

Un ulteriore fattore di rischio e’ individuato dalla Bundesbank nei “prezzi attualmente elevati sul mercato finanziario, dovuti anche ai bassi tassi di interesse”. In caso di recessione, “i prezzi del settore immobiliare, dei titoli di Stato e delle azioni potrebbero subire forti pressioni al ribasso”, avverte la banca centrale tedesca.

A rafforzare il proprio avvertimento, la Bundesbank ricorda che i prezzi delle proprieta’ residenziali nelle citta’ tedesche “sono sopravvalutati tra il 15 e il 30 per cento”, valori quindi assolutamente irrealistici ma sulla base dei quali sono stati concessi mutui per molte decine di miliardi di euro, in Germania.

Venendo di frequente utilizzati come collaterali per i prestiti, scrive la Bundesbank, i beni immobili potrebbero causare “problemi a causa della loro sopravvalutazione”. E’ un meccanismo, in atto in Germania, molto simile a quello dei famigerati “subprime” che fecero fallire Lehman negli Stati Uniti e che provocarono oltre duemila miliardi di dollari di perdite finanziarie che a catena produssero decine di fallimenti di banche sul suolo americano .

A ogni modo, “la Bundesbank non vede ancora alcun motivo per intervenire sul mercato immobiliare, anche perche’ l’allocazione dei mutui e’ al di sotto dei valori storici”. Al contempo, la banca centrale tedesca non osserva “alcun segnale per cui gli istituti finanziari starebbero riducendo i loro standard di credito”. Tutto tranquillo, quindi? Niente affatto: Handelsblatt sottolinea che vi e’ “un problema, i dati sugli standard di credito sono scarsi”. Significa che non ci sono dati complessivi che descrivano la solidità e l’affidabilità dei soggetti che hanno chiesto e ottenuto mutui sugli immobili che hanno acquistato. In sostanza, in Germania potrebbero esservi molti mutui subprime.

A ogni modo, oltre che dai rischi di credito e dai prezzi delle attivita’, la Bundesbank mette in guardia da un improvviso aumento dei tassi di interesse che potrebbe colpire specialmente le casse di risparmio e le banche cooperative.

I consumatori “ricorrono sempre piu’ ai prestiti a lungo termine con tasso fisso sul mercato immobiliare”. Casse di risparmio e banche cooperative “vivono sull’assunzione di depositi a breve termine e sulla concessione di prestiti di lungo periodo”: cio’ potrebbe causare problemi in caso di incremento dei tassi di interesse che causerebbe un aumento dei costi di finanziamento. Detto in sintesi: il settore delle Casse di risparmio tedesche e banhe cooperative potrebbe finire in insolvenza se aumetassero i tassi di interesse su direttiva della Bce.

via Il Nord

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