LA COREA DEL NORD POTREBBE COLPIRE GLI STATI UNITI ENTRO POCHI MESI. LA DENUNCIA DELLA CIA

Washington, 30 gen – Secondo la Cia è questione di “una manciata di mesi” e la Corea potrebbe avere un missile nucleare in grado di colpire gli Stati Uniti. È una minaccia, quella di Kim Jong-un, che secondo il direttore della Cia, il fedelissimo di Trump Mike Pompeo, si fa sempre più terrificante. Per questo il compito principale di Pompeo e del suo staff è quello di “fornire al presidente degli Stati Uniti le informazioni necessarie e le opzioni per continuare a tenere a freno il rischio attraverso mezzi non diplomatici”.

Il capo dell’intelligence americana ha parlato in una lunga intervista alla BBC del pericolo che Pyongyang rappresenta per gli Stati Uniti, riconoscendo che una risposta mediante l’uso della forza contro la Corea del Nord potrebbe causare devastanti perdite di vite umane nella regione, anche a scapito di due alleati chiave degli Stati Uniti, il Giappone e la Corea del Sud.
Non è la prima volta che l’intelligence a stelle e strisce avverte degli imminenti rischi che derivano da Pyongyang. A farlo presente a Pompeo è l’intervistatore della BBC che sottolinea come già qualche mese fa la Cia esprimesse gli stessi concetti. Pronta la risposta di Pompeo: “È vero. Spero di poter dire la stessa cosa tra un anno… Gli Stati Uniti stanno lavorando in modo diligente per allungare questa scadenza”.

Nel frattempo si è diffusa la notizia, da una fonte anonima cinese, che a causa dei ripetuti lanci balistici e delle sanzioni si sarebbe quasi esaurito il fondo segreto a disposizione di Kim Jong-un, ricevuto in eredità dal padre, Kim Jong-il. Sarebbe quindi proprio la necessità di racimolare altre risorse economiche ad aver spinto Pyongyang ad aprirsi al dialogo con la Corea del Sud e partecipare alle Olimpiadi invernali di PyeongChang.

A sorpresa, però, il governo di Seul fa sapere che la Corea del Nord ha annullato un evento culturale congiunto con il Sud, in vista delle Olimpiadi. L’evento era in programma domenica e faceva parte di una serie di iniziative organizzate alla vigilia dei Giochi come segnale di riavvicinamento tra Seul e Pyongyang. Ma il regime non deve aver gradito alcuni articoli di giornale apparsi sui quotidiani sudcoreani e giudicati “faziosi”.

Anna Pedri – Il Primato Nazionale

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