LA FRANCIA PROFONDA CONTRO MACRON E ADESSO IL PRESIDENTE TREMA

La Francia scende di nuovo in piazza contro Emmanuel Macron. E per il presidente arriva una nuova dimostrazione che il popolo francese non è più dalla parte del capo dell’Eliseo. Sono 250mila le persone che hanno bloccato le strade del Paese per protestare contro il caro carburanti. E la protesta è sfociata anche in tragedia. Violenti scontri hanno caratterizzato tutto il territorio e si è registrato anche un morto a Pont-de Bueauvoisin, in Savoia. Nel frattempo è salito a 106 il bilancio dei feriti, di cui cinque gravissimi.

Il ministro dell’Interno, Christophe Castaner, ha disposto per l’intero Paese il massimo livello di l’allerta e ha domandato ai manifestanti “di prendere tutte le misure di prevenzione e sicurezza”. La richiesta di Castaner però non ha sortito gli effetti desiderati. Oltre alla tragedia in Savoia, gli incidenti hanno caratterizzato tutto il Paese. A Grasse, nelle Alpi Marittime, una vettura “ha cercato di forzare un blocco” e ha investito un poliziotto è rimasto leggermente ferito. A Besancon, altri due feriti lievi a causa di un’improvvisa inversione a U di una macchina per evitare un blocco. Mentre in Alsazia, a Selestat, una manifestante di 45 anni ha avuto il piede schiacciato da un’auto. Altri incidenti si sono verificati nel nord della Francia.

La protesta è iniziata spontaneamente per manifestare contro la decisione del governo di aumentare le tasse sul gasolio di 6,5 centesimi al litro e quelle della benzina di 2,9 centesimi. Partita dai social network, ha ricevuto il sostegno trasversale della sinistra radicale di France Insoumise e della destra Rassemblement National, l’ex Front National. Poi è arrivato anche il sostegno dei socialisti e dei Verdi.La Cgt, il principale sindacato francese,si è rifiutata di mobilitarsi per non condividere la protesta con la destra, pur condividendo le ragioni dei manifestanti.

Così, quella che è nata come una protesta contro il caro carburanti, si è trasformata immediatamente in una grande manifestazione della Francia profonda, quella rurale e non delle grandi città, contro il governo. La gente non è più scesa soltanto in piazza per protestare contro il rincaro di benzina e gasolio, ma contro la politica di Macron, considerato nella ree rurale di Paese come il “presidente dei ricchi”. Mal tollerato da larga parte della popolazione e sempre meno apprezzato dalla classe media e medio-bassa, il presidente francese è crollato nei sondaggi. E le migliaia di blocchi stradali in tutto il Paese confermano che esiste una larga parte della Francia che rifiuta le politiche del governo e le decisioni dell’Eliseo.

E come spiega l’Huffington Post, “il rischio per il governo è che questo movimento possa assumere dimensioni più grandi, trascinando dietro di sé una protesta generalizzata contro le riforme attuate fino ad oggi. Secondo l’ultimo sondaggio diffuso nelle ultime ore, il 74% dei francesi si è dichiarato a favore dei ‘gilet gialli’. Il tutto, a soli sei mesi dalle prossime elezioni europee, primo test elettorale per il capo di Stato dall’inizio de suo mandato”.

Difficile capire come la prenderà il presidente. Macron aveva già fatto recentemente mea culpa per non essere stato in grado di aver riavvicinato il Paese ai suoi vertici. E queste manifestazioni sono l’esempio lampante. Il Paese non approva la linea intrapresa dal capo dell’Eliseo.

L’articolo La Francia profonda contro Macron
E adesso il presidente trema
 proviene da Gli occhi della guerra.

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