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La sfida del governo all’UE. La Lega con Trump e il M5S va in Russia

Con la Russia o con gli Stati Uniti? Oppure con entrambi? L’Italia giallo-verde sembra divisa fra Mosca e Washington, specialmente se si osservano i movimenti delle due anime che compongono l’esecutivo. E anche in questo caso, Matteo Salvini appare in vantaggi, essendo riuscito prima a presentarsi come leader favorevole ad aperture nei confronti della Russia e poi come alleato perfetto alleato dell’amministrazione Trump.

Un percorso riconoscibile quello del leader della Lega, confermato anche dagli ultimi viaggi dei suoi “diplomatici”: prima del sottosegretario Guglielmo Picchi, poi del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Due viaggi che hanno ricucito i rapporti con l’America ma che hanno soprattutto mostrato la volontà del Carroccio di presentarsi come partito-garante della partnership fra Italia e Stati Uniti.

Missione non estremamente semplice quella della Lega, perché se l’amministrazione Trump è molto aperta nei confronti delle idee del partito, dall’altro lato fonti interne al Carroccio testimoniano la volontà Usa di chiedere garanzie al partito di Salvini proprio sui rapporti con la Russia. Dall’altra parte dell’Atlantico accusano costantemente i partiti sovranisti di avere legami con il Cremlino. E in un momento di russo-fobia imperante nel deep State americano, anche una sola voce non avversa alla Federazione russa diventa un problema.

E proprio per questo, la Lega si trova a dover gestire una diplomazia che guarda a Washington senza però negare una certa predisposizione ad ascoltare anche i tradizionali vincoli strategici fra Italia e Russia. Tanto che anche Salvini, in questa fase, ha mitigato le dichiarazioni a sostegno della Russia cercando di sembrare molto più affine, anche in politica estera, alla strategia di Washington (come dimostrato con il Venezuela). E sul blocco alle trivelle, la rete 5G a Huawei e la questione gas, Washington ha già chiesto rassicurazioni. Altrimenti l’amministrazione Usa e i grandi investitori americani potrebbero negare il loro sostegno anche in un futuro governo a guida Lega.

Mentre Salvini blinda, l’asse con Trump, il Movimento 5 Stelle rincorre la Lega sui due fronti: quello atlantico e quello orientale. Secondo le prime indiscrezioni, Luigi Di Maio pare abbia incassato l’ok di Washington per un viaggio in territorio americano in cui dovrebbe incontrare anche il vicepresidente Mike Pence. Un modo per i Cinque Stelle di ribadire il loro interesse a non contraddire troppo l’amministrazione americana dopo i tentennamenti sul Venezuela, la contrapposizione al Tap, e tutte le dichiarazione dell’ala “movimentista”.

Ma è proprio dall’ala a sinistra del Movimento che arriva una svolta non di poco conto. Roberto Fico è andato a Mosca per incontrare il presidente della Duma. Il presidente della Camera è intervenuto di fronte ai parlamentari russi con un’apertura molto importante nei confronti della Federazione, in particolare sul tema delle sanzioni.

Il presidente della Camera, intervenendo nella capitale russa, ha dichiarato: “L’Italia ritiene che il dialogo interparlamentare sia una condizione fondamentale per risolvere i problemi che dobbiamo affrontare e per questo vi è un ampio consenso tra le forze politiche rappresentate alla Camera dei deputati italiana per operare attivamente con gli altri partner del Consiglio d’Europa affinché sia superato il regime di sanzioni adottato nel 2014 con la sospensione del diritto di voto e delle altre prerogative della delegazione parlamentare russa”. 

E il presidente della Camera ha poi sottolineato: “Sono un convinto sostenitore del senso storico, culturale e politico dell’Unione europea e della necessità che essa, unita, continui il suo percorso di dialogo e di cooperazione con la Federazione russa”. E ha ribadito che “Italia e Unione europea contano in particolare sul determinante contributo della Russia per la risoluzione delle più gravi crisi in atto” come “i conflitti aperti nel Mediterraneo e nel Medio-Oriente”.

Un segnale di apertura nei confronti di Vladimir Putin che non è passato inosservato. E che rende ancora più evidente la volontà del governo giallo-verde di porsi in un rapporto di collaborazione con le due grandi potenze che “sfidano” l’Unione europea: Russia e Stati Uniti. Una doppia anima che però può avere due tipi di conseguenze: da un lato aiutare l’Italia in un momento di isolamento in Europa; dall’altro lato creare un’ulteriore spaccatura all’interno della maggioranza. Perché prima o poi, specialmente negli Stati Uniti, qualcuno chiede il conto.

Fonte: http://www.occhidellaguerra.it/lega-m5s-russia-usa/