LA SPINA NEL FIANCO DELLA MERKEL: IL MINISTRO DELL’INTERNO SEEHOFER

Il ministro dell’Interno Horst Seehofer rappresenta sempre di più una spina nel fianco della Cancelliera Angela Merkel. La polemica sui migranti potrebbe essere solo un pretesto  e/o l’inizio di un’insanabile spaccatura politica. La partita, che è di grossa portata, ruota attorno alla successione della quasi quindicennale Bundeskanzlerin. La conseguenza di una rottura, manco a dirlo, consisterebbe nel venir meno della maggioranza, quindi nella caduta dell’esecutivo.

Seehofer potrebbe dare un’occhiata alle previsioni di voto e ipotizzare uno scenario per ora solo sussurrato dagli analisti: sfruttare il vento, allearsi con l’Afd di Alice Weidel e provare a sbancare per mezzo di un’inedita coalizione di destra – destra. Trattasi di fantapolitica. Oppure no.

La Merkel è il simbolo dell’Unione europea. Quello che accade in Germania non riguarda solo la Germania. Nessuno, dall’inizio del primo mandato (2005) a oggi, aveva osato sfidare la Cancelliera a destra. Almeno non con questa fermezza.

Seehofer ha il suo piano per la gestione dei fenomeni migratori. Ritiene possibile respingere i profughi se questi sono già stati registrati in altri paesi appartenenti all’Ue. Gli ormai celebri “respingimenti automatici”. Guarda con interesse a Viktor Orban e alle sue politiche restrittive e non fa mistero di ritenere l’Austria di Sebastian Kurz un alleato utile a ridiscutere gli accordi stipulati a livello sovranazionale. Insomma: non è un unioneuropeista convinto. E poi, da qualche settimana a questa parte, c’è il governo gialloverde del professor Conte, con il  ministro dell’Interno Salvini, che è più che disposto a costituire un’ “asse” critica con austriaci e teutonici.

Mentre la tenuta del governo tedesco viene messa in discussione dalle dinamiche interne, la Csu, il partito di cui fa parte anche Seehofer, cresce nei sondaggi tanto da arrivare a fiancheggiare la Cdu. L’ingresso dei migranti in Europa – ha detto di recente Papa Francesco – sta diventando una psicosi “grazie” alla propaganda dei cosiddetti “populisti”. Ecco, prescindendo dalla veridicità di queste affermazioni, è certo che l’immigrazione sta diventando il perno della dialettica politica continentale.

Le mosse di Seehofer sono in qualche modo supportate da Donald Trump. Se dovessimo trovare un collante politologico per tutti quegli esponenti che stanno prendendo posizione in modo critico sull’indiscriminato ingresso dei migranti, potremmo parlare di “internazionale antimigrazionista” più che di “internazionale sovranista”, come invece vorrebbe Steve Bannon

Fatto sta che il Tycoon ha di recente postato un tweet  nel quale sostiene l’aumento del tasso di criminalità in Germania: un presunto fenomeno (pare che i dati smentiscano l’argomentazione di The Donald) da evitare negli Stati Uniti e una sponda per Seehofer, che nel frattempo ha dato quindici giorni alla Merkel per trovare la quadra con gli altri leader europei.

Nel guardare la scacchiera ci si accorge che l’Unione europea non è mai stata così in difficoltà. “Il progetto europeo – ha ammesso la stessa Angela Merkel – è a rischio e noi abbiamo una responsabilità particolare”. Quella di giungere a un compromesso tanto interno quanto esterno, che le consenta di scongiurare una doppia crisi da effetto domino.

Dall’Ue leggono delle “cose tedesche” e parlano di “situazione drammatica”. I gruppi politici di Cdu e Csu, cosa che avviene di rado, cominciano a riunirsi separatamente per discutere del da farsi. Serve un modo per “placare Seehofer” oppure, forse, sarà la fine di un’epoca.

L’articolo La spina nel fianco della Merkel:
il ministro dell’Interno Seehofer
 proviene da Gli occhi della guerra.

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