LA STORIA (INFINITA) DEL DEBITO GRECO

Le promesse e l’ottimismo di Alexis Tsipras continuano ad essere protagoniste della politica in Grecia. L’ultimo passaggio che ha dato nuova linfa ed euforia al Governo Syriza è stata l’approvazione delle nuove, e forse ultime, misure di austerità da parte del parlamento greco.

La Grecia ha saldato finalmente il debito?

La Grecia è a un soffio dal liberarsi del controllo della troika”, ha dichiarato davanti ai parlamentari il Capo di governo Alexis Tsipras. Le previsioni del leader greco sono chiare: la prossima settimana i creditori internazionali riconosceranno il rispetto degli impegni previsti dalla Grecia e avvieranno così l’ultima tranche di aiuti. Si tratta di 6,7 miliardi di euro che così saranno ripartiti: metà verrà utilizzata per ripagare i prestiti internazionali, 1,5 miliardi saranno destinati ai creditori nazionali nei confronti dello Stato greco, mentre i restanti 1,9 miliardi saranno utilizzati come “salvadanaio” per eventuali emergenze.

Così quest’ultimo pacchetto sembra mettere la penisola ellenica e il suo governo in una botte di ferro in vista della prossima estate. Ad agosto 2018 scadrà infatti il terzo memorandum e con esso termineranno gli accordi sottoscritti da Alexis Tsipras nel luglio 2015, dopo il famoso, quanto inutile, referendum. Sembra apparentemente un successo per il Governo in carica che, apertis verbis, dichiara di aver riportato la crescita nel Paese. In effetti il prodotto interno lordo ha ripreso a crescere, del 2% secondo gli ultimi dati, e il tasso di disoccupazione è sceso di 6 punti percentuali negli ultimi quattro anni (21% nel luglio 2017).

Scende lo spread, ma le case vengono messe all’asta online

Tuttavia questa ricerca frenetica del pareggio di bilancio, dell’aggiustamento della bilancia commerciale e della riduzione dello spread ha avuto, e ha tuttora, un costo sociale non indifferente. Perché se è vero che ora i rendimenti sovrani greci sono scesi sotto il 3,7%, facendo così scendere il differenziale (spread) con i Bund tedeschi fino ai livelli pre crisi (2010), è altrettanto vero che anche l’ultimo pacchetto di riforme potrebbe rendere vani tutti gli sforzi. Nell’ultima riforma austerity approvata sono infatti presenti due punti che rappresentano un campo minato per le questioni sociali.

Da un lato la casa. Secondo la nuova riforma la vendita all’asta delle case pignorate ai cittadini, che hanno contratto debiti con le banche, potrà essere fatta solo su piattaforma elettronica e per tre volte alla settimana. Tuttavia il punto più rischioso è la mancata tutela dal pignoramento anche per le prime case che superino i 70 metri quadri. A essere esentate saranno solo quelle al di sotto di questa metratura e il cui proprietario risulti essere “single”.

Inasprita la legge sugli scioperi

Dall’altro lato vi sono invece gli scioperi. Secondo la nuova legge, d’ora innanzi, per indire uno sciopero in Grecia servirà la presenza di almeno il 50% degli iscritti (finora bastava il 20%). Come prevedibile questo pacchetto di riforme ha creato subito tensioni sociali nel Paese. All’inizio della settimana due dei principali sindacati greci, l’Adedi e il Gsee, hanno indetto una mobilitazione nazionale. Violenti scontri invece si sono registrati davanti al Parlamento di Atene, in questo caso a manifestare sono stati esponenti della sinistra radicale e anarchici.

Cinesi e russi in arrivo per comprare le case dei greci

Dietro all’entusiasmo di Alexis Tsipras si potrebbe dunque nascondere una vera e propria bomba sociale, mascherata un po’ maldestramente con una crescita, quella del Pil, che è poco indicativa del reale contesto socio economico greco. La riforma immobiliare che introduce le aste online ha il preciso scopo di favorire gli investitori dall’estero. Il governo Samaras aveva infatti introdotto la cosiddetta “golden visa”, ovvero la concessione del permesso di soggiorno per cittadini extra Ue che investissero almeno 250.000 euro nel settore immobiliare. Ora che i prezzi di questo mercato n Grecia sono estremamente bassi si è verificato appunto un boom di richieste, da Russia e Cina in particolare.

Ecco un efficace ingrediente per innescare tensioni sociali tra chi sarà costretto a mettere all’asta la casa e i nuovi proprietari arrivati dall’estero. D’altra parte non si comprende invece la necessità di restringere in maniera così netta la possibilità di sciopero. L’effetto di uno sciopero sull’economia Pil è infatti minimo e la norma potrebbe invece inasprire le tensioni tra cittadini e Governo in un momento in cui invece serve proprio coesione di intenti. La Grecia si appresta così a entrare in una nuova stagione di contraddizioni in cui l’unica certezza sembra essere questo debito infinito, impossibile da saldare.

L’articolo La storia (infinita) del debito greco proviene da Gli occhi della guerra.

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