LE SANZIONI HANNO RAFFORZATO LA RUSSIA: ECCO COME

Lo strumento sanzionatorio, anziché indebolire la Russia, l’ha rafforzata. Oggi, mentre l’Occidente discuteva del nulla al G7 di Charlevoix, Mosca e Pechino firmavano accordi per lo sviluppo dei corridoi di trasporto internazionali Primorye-1 e Primorye-2 (ITC). Nel futuro prossimo incoraggeranno un volume d’affari che supererà gli 84.7 miliardi di dollari registrati nel 2017 ed intensificheranno le sinergie regionali di entrambi i Paesi, agevolandone l’asse militare e mutui scambi di consulenze per lo sviluppo di nuovi e più sofisticati armamenti.

Basti pensare, in tal senso, ai Chengdu-J20 che hanno fatto perdere a Washington il monopolio sui velivoli stealth. Oppure ai missili balistici aria-aria PL-15, equipaggiati con radar scannerizzati elettronicamente, tecnologia che pochi altri Stati hanno in dotazione. Involontariamente gli USA e l’UE hanno accelerato quell’inesorabile processo di un assetto globale a guida multipolare. Il loro peggior incubo.

A tutto ciò, infatti, bisogna aggiungere l’India vicina all’Unione Eurasiatica con l’acquisto di nuovi S-400 e l’Iraq e il Libano a garanzia della linea di continuità territoriale di Teheran in Medio Oriente, stando ai risultati delle ultime elezioni. Rievocano “lo “spirito di Pratica di Mare” e corteggiano Vladimir Putin per mettere una pezza. Ma è troppo tardi, la partita a scacchi l’hanno persa.

(di Davide Pellegrino) – Oltre la Linea

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