”L’EUROZONA E’ INADEGUATA A RISOLVERE LE DISEGUAGLIANZE ECONOMICHE INTERNE PROVOCATE DALL’EURO” (FINANCIAL TIMES)

“I risultati elettorali in Italia sono una severa lezione per l’Unione Europea e soprattutto per l’Eurzona: se la prosperita’ non sara’ distribuita meglio tra i paesi membri, l’Europa continuera’ ad essere vulnerabile agli sconvolgimenti politici. Nella sostanza, il risultato elettorale italiano dimostra l’inadeguatezza dell’Eurozona”.

E’ questa la tesi esposta sul quotidiano economico britannico  Financial Times da Martin Wolf, condirettore della testata ed uno dei piu’ autorevoli editorialisti del settore economico del giornale.

“In Italia – scrive Wolf nellarticolo di prima pagina di questa mattina – l’effetto combinato del disagio economico almeno in parte provocato certamente dall’appartenenza all’eurozona e dell’impotenza che lega le mani ai governi di Roma a causa delle regole Ue, ha totalmente screditato non soltanto la classe dirigente italiana battuta duramente alle urne, ma la stessa adesione del paese al progetto europeo: la conseguenza e’ che gli italiani, un tempo tra i piu’ entusiasti sostenitori dell’Europa, ora sono diventati in gran parte euroscettici”.

Quali sono i motivi di un tale disincanto? A questa domanda l’editorialista condirettore del Financial Times risponde puntando il dito sugli squilibri dello sviluppo economico dei vari paesi europei: “L’Italia negli ultimi anni e’ costantemente rimasta indietro rispetto alla gran parte dei suoi partner Ue”.

Martin Wolf scrive un’analisi approfondita quanto spietata per sottolineare che le cause delle deludenti performance dell’Italia sono principalmente domestiche e vanno ricercate nelle debolezze strutturali del paese e del suo sistema economico, ma anche l’adesione alla moneta unica ha contribuito a ingigantirle, impedendo ai governi italiani di realizzare quelle svalutazioni competitive che dalla nascita della Repubblica italiana nel dopoguerra fino al 2001 avevano permesso all’economia del paese di aumentare il Prodotto interno lordo e distribuire ricchezza tra la popolazione.

L’euro insomma, secondo Martin Wolf, ha una parte importante se non decisiva di responsabilita’ nel risultato delle recenti elezioni italiane: quantomeno perche’ e’ un facile capro espiatorio esterno che alcuni politici  hanno efficacemente sfruttato per canalizzare la frustrazione dell’elettorato. La percezione che le decisioni che contano vengano comunque prese a Bruxelles o a Berlino, e non a Roma, ha spinto gli elettori italiani a votare in massa per i partiti populisti ed euroscettici.

La conclusione del Financial Times e’ che l’Europa deve affrontare la sfida posta dalle diseguaglianze interne provocate dall’introduzione dell’euro e dalle contemporanee rigide ma anche ottuse regole imposte dalla Ue per essere capace di generare una prosperita’ piu’ condivisa tra i paesi membri, se vuole evitare che nel prossimo futuro, e il riferimento impolicito è alle elezioni europee del 2019, si ripetano sconvolgimenti politici come quello in atto in Italia, che in quel caso, eprò, condannerebbero la Ue all’implosione, e l’euro alla rottura.

via Il Nord

POTREBBERO INTERESSARTI: