L’indice di miseria è in aumento. In salita prezzi e disoccupazione

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Il “Misery Index” rilevato da Confcommercio a ottobre è aumentato di quattro decimi di punto rispetto a settembre. Disagio sociale elevato, nessuna ripresa

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L’indice di miseria rilevato da Confcommercio (Misery Index – MIC) a ottobre si è attestato in Italia su un valore stimato di 18,8 punti, in aumento di quattro decimi di punto rispetto a settembre. L’andamento del MIC dell’ultimo mese è sintesi di un aumento dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto, e di una crescita della disoccupazione. “L’ampliamento dell’area del disagio sociale si inserisce in un contesto in cui molti indicatori congiunturali sembrano mostrare una dinamica meno favorevole rispetto ai mesi precedenti” ha sottolineato Confcommercio. “Vi è il rischio che questi andamenti possano rappresentare l’inizio di una fase di rallentamento della ripresa, limitando le possibilità di riportare su valori più contenuti, rispetto agli attuali, l’area del disagio sociale su cui il consolidamento della ripresa registrato nell’ultimo anno non ha, comunque, prodotto effetti significativi”.

“A ottobre – ha spiegato la Confederazione Generale Italiana delle Imprese – il tasso di disoccupazione ufficiale si è attestato all’11,1%, valore analogo a quanto registrato a settembre. Il dato riflette una sostanziale stabilità sia sul versante degli occupati che dei disoccupati. Il numero di persone in cerca di lavoro è diminuito di 4 mila unità su base mensile e di 140mila unità rispetto a dodici mesi prima. Nello stesso mese il numero di occupati è diminuito di 5mila unità rispetto a settembre e aumentato di 246 mila unità nei confronti dello stesso mese del 2016. A completare il quadro si sottolinea come la CIG continui a mostrare un andamento favorevole: a ottobre si è, infatti, riscontrato un ridimensionamento delle ore autorizzate del 15,4% su base annua (-39,9% nei primi dieci mesi)”.

“La tendenza a un moderato aumento del tasso di utilizzo ha portato ad un incremento, in termini congiunturali, delle ore di CIG effettivamente utilizzate (destagionalizzate e ricondotte a ULA). Analogo andamento si è riscontrato sul fronte degli scoraggiati per i quali si è rilevato un moderato aumento su base mensile e una riduzione nel confronto con ottobre 2016. Il combinarsi di queste dinamiche ha portato ad un aumento, in termini congiunturali, del tasso di disoccupazione esteso di un decimo di punto e ad una riduzione di sei decimi nel confronto su base annua” ha spiegato ancora Confcommercio. “Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto sono aumentati dell’1,7% su base annua, in accelerazione di quattro decimi di punto rispetto a quanto rilevato a settembre”.

via Il Populista

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