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L’IRA DI TRUMP SI ABBATTE SU MACRON. ADESSO È GUERRA TRA FRANCIA E USA

Donald Trump non ci sta. L’idea dell’esercito europeo pensata da Emmanuel Macron è qualcosa che proprio non va giù al presidente degli Stati Uniti. Ma è soprattutto quella frase del capo dell’Eliseo, su un esercito per difendersi “da Stati Uniti, Cina e Russia” a essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E se l’incontro di Parigi avrebbe dovuto rappresentare il palcoscenico ideale in cui Macron trasformava la sua capitale nella capitale della diplomazia, il centenario della fine della Grande Guerra ha rappresentato il campo di battaglia più cruento dello scontro fra America ed Europa.

L’incontro fra i due presidente è stato gelido. Lo si capiva anche dalla gestualità Un Macron che si sbracciava per spiegare al suo interlocutore americano che l’idea di un esercito europeo era complementare alla Nato, che non aveva alcuna velleità anti-Usa, che tutto era in funzione di una maggiore indipendenza rispetto al Pentagono anche sotto il profilo economico. Un modo per stuzzicare le fantasie di The Donald, che sul fattore finanziario ha sempre un occhio di riguardo. Il capo della Casa Bianca, dai primi giorni di mandato presidenziale, ha sempre detto che gli Stati Uniti pagavano troppo per la Nato rispetto agli altri Paesi membri.

Ma quell’accostamento di Washington a Mosca e Pechino non è piaciuto a nessuno. E dopo il tweet in cui Trump ha definito “insulting” le parole di Macron, eri è arrivata una bordata di cinguettii del presidente che hanno fatto tremare non solo l’Eliseo ma anche il Quai d’Orsay, la sede degli Esteri.

Quattro tweet, uno dopo l’altro, in cui Trump ha scatenato tutta la sua ira contro Macron. Il primo, ironico ma non troppo, sull’idea dell’esercito europeo teorizzato da Macron e sostenuto pienamente da Angela Merkel. “Emmanuel Macron suggerisce che l’Europa costruisca un proprio esercito per proteggersi contro Usa, Cina e Russia. Ma c’era la Germania nella Prima e nella Seconda guerra mondiale. E come è andata per la Francia? A Parigi stavano cominciando a imparare il tedesco prima che arrivassero gli Usa. Paga per la NATO o no!”. Prima bordata.

Dopo pochi minuti, arriva il secondo. “Per quanto riguarda il commercio, la Francia produce dell’ottimo vino, ma lo producono anche gli Stati Uniti. Il problema è che la Francia rende molto difficile vendere vino americano in Francia, imponendo forti dazi, mentre il mercato Usa è aperto al vino francese, e i dazi sono molto contenuti. Questo non è giusto, deve cambiare!”. Arriva la seconda minaccia: una guerra commerciale su uno dei prodotti più venduti dall’export di Parigi: il vino.

Arriva poi il terzo tweet, che punge nella viva carne l’orgoglio ferito di Macron: “Il problema è che Emmanuel soffre di un bassissimo tasso di gradimento in Francia, 26%, e un tasso di disoccupazione di quasi il 10%. Stava solo cercando un altro tema. Comunque, non c’è nessun Paese più nazionalista della Francia, di gente molto orgogliosa e giustamente!….Make France Great Again!”

L’Eliseo si è trincerato dietro un “no comment”. Da Parigi non è arrivata alcuna risposta. E la diplomazia francese, così come il presidente, sembrano aver accusato il colpo. Lo scontro non è mai stato così duro. Ed è la dimostrazione che l’amministrazione Trump sia ormai ai ferri corti non solo con l’Unione europea, ma anche con la Francia. E fra le due sponde dell’Atlantico, la frattura (se non è definitiva), sicuramente adesso rischia di allargarsi.

L’unico (fondamentale) assist verso Parigi è arrivato da Berlino. Angela Merkel, assediata in patria e in Europa, si è rivolto al Parlamento europeo di Strasburgo parlando proprio della necessità di un “esercito europeo”. “Ciò che è importante, se guardiamo agli sviluppi dell’anno trascorso, è che dobbiamo elaborare una visione che ci permetta di arrivare un giorno a un vero esercito europeo”, perché, ha aggiunto la cancelliera, “solo un’Europa più forte difenderà l’Europa”.

L’Europa, certo. Ma quale? Dalle parole di Macron e Merkel sembra chiaro che non si tratta di tutta l’Europa né dell’Unione europea. Lì’idea dei due leader, assediati, indeboliti e terrorizzati dall’arrivo delle elezioni europee, è quella di serrare le fila per cercare di limitare i danni. E per farlo, pensano che l’unico modo sia parlare di Europa: ma sempre guidata dall’asse franco-tedesco. Come l’esercito appunto, visto che fino a questo momento, gli unici due leader che hanno sostenuto apertamente il progetto sono il presidente francese e la cancelliera tedesca.

Una coincidenza? Assolutamente no. Ma la direzione che sta prendendo l’Europa sembra essere alquanto diversa dai progetti franco-tedeschi. E lo hanno dimostrato non solo le recenti elezioni in alcuni Paesi membri, ma anche le stesse tornate elettorali in Germania così come i sondaggi in Francia. C’è un’altra Europa che sta covando in seno al Vecchio Continente. E questa Europa ha idee molto diversa sul futuro dell’Unione e sui rapporti con Mosca e Washington. C’è un nuovo ordine mondiale. E Macron e Merkel sembrano averlo capito fin troppo tardi.

L’articolo L’ira di Trump si abbatte su Macron
Adesso è guerra tra Francia e Usa
 proviene da Gli occhi della guerra.