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LO SCANDALO INFINITO DI MPS: “CHI NASCONDEVA MILIONI IN UN CONTO OFF-SHORE”

Con l’audizione dei pm milanesi Giordano Baggio e Stefano Civardi, martedì si è aperto il delicatissimo quanto esplosivo dossier sul Montepaschi.

I magistrati stanno indagando sull’istituto di credito senese negli anni tra il 2011 e il 2012 e poi dall’estate del 2014 seguendo l’inchiesta per frode fiscale.

Tra i fatti emersi uno fa molto riflettere sulla situazione finanziaria della banca è che il dissesto non è partito dalle operazioni sui derivati ma dal fatto che il Monte avesse in pancia parecchi titoli di Stato.

“Il doppio rispetto alla media delle altre banche” scrive oggi Il Giorno, “i due pm ricostruiscono i tasselli di un puzzle iniziato con alcuni esposti anonimi a Consob nel 2012, proseguito con le verifiche sul broker Enigma e la scoperta dei capitali nascosti nei paradisi fiscali gestiti attraverso San Marino e Singapore. Capitali poi scudati. Come i 17,8 milioni del capo dell’area finanza di MpsGianluca Baldassarri“.

Come si sa poi, la situazione di Montepaschi precipitò nel 2008 con l’acquisizione di Antonveneta, rilevata al prezzo esorbitante di 9 miliardi (più i costi collaterali). Un’operazione che i magistrati definiscono “infelice”.

Nessun riscontro, invece, su eventuali tangenti pagate. Il dissesto della banca, spiegano i magistrati milanesi è da inquadrare in una “crisi di sistema”.

Eppure, che “ci fossero molte cose che non andavano” racconta Civardi a Il Giorno, “lo aveva capito il mercato, il titolo scendeva, e leggendo le ispezioni di Bankitalia era più che mai evidente”. Spiegato più facilmente, la questione Montepaschi non esplose certo lo scorso anno anno, Bankitalia “aveva lanciato molti warning sulla patrimonializzazione propedeutica all’acquisto di Antonveneta”, salvo poi dare il disco verde all’operazione, fatta senza una due diligence dell’istituto rilevato da Santander.

Fonte: Qui