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MACRON CEDE AI GILET GIALLI (6 MESI DI BLOCCO TASSE CARBURANTI) MA NON BASTA PIU’: I FRANCESI VOGLIONO CHE SE NE VADA

PARIGI – Macron ha perso, ma i gilet gialli non hanno ancora vinto, dato che ormai chedono a viso aperto le dimissioni del presidente della Repubblica. Sei mesi di sospensione dell’aumento delle tasse sui carburanti, nessun aumento delle tariffe di gas ed elettricita’ per tutto l’inverno: sono queste  le concessioni annunciate in televisione dal premier francese, Edouard Philippe, per tentare di fermare la rivolta dei Gilet gialli che in tre settimane ha quasi messo in ginocchio il Paese con blocchi stradali e scontri di piazza, blocchi stradali che tuttora continuano.

La risposta indiretta tramite Philippe del presidente francese, Emmanuel Macron, che di fatto cede alla protesta di massa, prevede anche il congelamento dei controlli piu’ severi sulle emissioni delle auto che dovevano entrare in vigore da gennaio, ma è un congelamento temporaneo, di sei mesi.

“Bisognerebbe essere sordi o ciechi per non vedere o sentire questa rabbia”, ha detto Philippe riferendosi alla protesta dei Gilet gialli, “nessuna tassa merita di mettere in pericolo l’unita’ del Paese”.

Tuttavia il premier ha ribadito che non saranno tollerate altri disordini in piazza: “Il governo non accetta le violenze contro le forze dell’ordine, i monumenti nazionali, gli edifici pubblici, i negozi. Voglio dire nel modo piu’ chiaro che gli autori di questi atti sono ricercati e saranno puniti”.

“Se sabato ci sara’ una nuova manifestazione va preannunciata e si deve svolgere nella calma”, ha aggiunto, “il governo fara’ tutto il possibile per far rispettare la legge e l’ordine pubblico”.

Tiepida però l’accoglienza della moratoria delle tasse e dei divieti che Macron avrebbe voluto introdurre dal 1° di gennaio 2019 nelle file dell’opposizione e degli stessi Gilet gialli, che puntavano a un ritiro del piano di transizione ecologica del governo e non a un suo semplice differimento.

Il capo dei senatori repubblicani, Bruno Retailleau, la considera “assolutamente insufficiente” se si tratta solo di un rinvio e ha chiesto l'”annullamento” di tutti gli aumenti.

Anche per Marine Le Pen “una moratoria e’ solo un rinvio”: “Non e’ evidentemente all’altezza delle attese e della precarieta’ in cui versano i francesi”, ha avvertito la leader del Rassemblement National.

Dal movimento dei Gilet gialli non e’ ancora arrivata una presa di posizione ma l’ala dialogante al momento appare in minoranza, e quindi la lotta di piazza contro macron e il suo governo continuerà.

L’incontro tra Philippe e alcuni rappresentanti moderati del movimento, previsto per questa mattina, e’ stato annullato per “motivi di sicurezza” dopo che alcuni di loro, tra cui la ‘pasionaria’ bretone Jacline Mouraud, hanno denunciato di aver ricevuto minacce dalle frange oltranziste.

Intanto proprio per la protesta dei Gilet gialli la Prefettura di Parigi ha rinviato la partita del Paris Saint Germain che sabato avrebbe dovuto ospitare il Montpellier.

In tutto ciò, Macron tace. Sono giorni che non rilascia dichiarazioni in prima persona e tanto meno appare in televisione, lasciando che a prendere “schiaffi” vada il suo primo ministro, finchè dura, ovviamente.

via Il Nord