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Macron senza scampo. Se cede ai Gilet Gialli, Junker e Moscovici costretti a un’eccezione per la Francia e per l’Italia. Altrimenti la rivolta francese travolge lui e la Francia ricca e grassa

Vedremo tra poco, alle 20, cosa dirà il presidente Emmanuel Macron ai francesi.

Vedremo tra poco, alle 20, cosa dirà il presidente Emmanuel Macron ai francesi.

Tutti pensavano che in Francia non ci sarebbero mai stati sviluppi politici simili a quelli che ci sono stati in Italia.

Ma i ‘maitre a penser’, gli intellettuali con il cervello aguzzo e con gli occhialini rotondi, quelli che appena vedono avvicinarsi a loro una persona del popolo cambiano strada oppure guardano in basso, in alto o dritto per non vederla, quelli della sinistra al caviale, quelli che se li si tocca sbadatamente immediatamente si puliscono, ebbene questi sapientoni sazi e ricchi con la r moscia pronunciata con lo stile perfetto, con tutta loro sapienza e preveggenza non hanno saputo prevedere che qualcosa di straordinario stava per succedere in Francia.

Non poteva accadere diversamente, in quanto per riuscire a capire quella gente così distante da loro, che considerano alla stregua di esseri inferiori, bisognava prima di tutto che nella loro testa maturasse la convinzione che si tratta di persone come loro e poi avere la curiosità di sentirle e saperle ascoltare.

Ma quando mai poteva succedere qualcosa di simile! Dov’era il genio Nouriel Roubini che aveva saputo prevedere la crisi americana del 2008 con due anni di anticipo? Aveva saputo prevedere quella crisi perché vedendo quello che vedeva lui dal suo posto privilegiato di osservazione, aveva semplicemente avuto il coraggio di dire al suo mondo, cioè a quelli con i quali condivideva la stessa vita, i pari a lui, quello che essi stessi già sapevano: un castello di carte non può stare in piedi, basta un leggerissimo fruscio e cade tutto in un attimo.

Il lasso temporale dal 2006 al 2008 se non è servito a impedire quella crisi annunciata, ha consentito però di organizzare le cose in maniera tale che il prezzo di quella terribile crisi andasse a cadere per intero sulla povera gente non solo americana ma di tutto il pianeta. Ma lui e la sua gente da quella crisi epocale non sono stati minimamente sfiorati. Dov’era l’esimio professore di economia del Fondo Monetario Internazionale (FMI) in questi anni?

Probabilmente conosce solamente il centro di Parigi, il resto della Francia è probabile che non l’abbia mai visto, eccetto le tenute di champagne sue o degli amici. Con i suoi concittadini che fanno una ‘vita normale’, quelli che contano al centesimo le spese giornaliere da fare, non ha mai avuto a che fare neanche da lontano. Figuriamoci se poteva intuire la loro rabbia.

Quindi questa volta il grande guru francese Nouriel Roubini delle previsioni socioeconomiche globali, non ha saputo prevedere quello che stava succedendo nella sua piccola patria. I gilet Gialli erano fuori dal suo potentissimo radar.

Migliore sorte non ha avuto un altro intellettuale francese molto amato in Italia, una specie di guru per la sinistra, l’editorialista di Repubblica Jean-Paul Fitoussi, blasonato economista francese. Un accanito sostenitore di Macron, al pari di Nouriel Roubini. Neanche lui ha saputo prevedere, pur con tutti i suoi algoritmi, gli eventi eccezionali che si stavano preparando nel profondo della Francia.

Oggi riesce però a fare di quanto più disgustoso si possa compiere da parte di un sostenitore pentito: è passato dall’osanna al crucifige in un lampo. Prima, non più tardi di qualche mese fa, per lui Macron era l’uomo giusto al posto giusto, oggi in un’intervista al Fatto Quotidianodichiara: “Ho sostenuto Macron, ma è solo un imbecille” . Più oltre si riscatta un po’ riuscendo a raccontare almeno un pezzo di verità: “Il presidente ha aiutato i ricchi e ha dimenticato poveri e sinistra. Meglio il governo italiano”.

Lo vada a dire, usando possibilmente le identiche parole, al suo connazionale Moscovici e al lussemburghese Junker, prima che incontrino il Presidente Conte dopodomani.

Ma ora si tratta di gestire una situazione di portata enorme e per di più mai prevista e che ha colto tutti di sorpresa: cosa farà ‘l’imbecille Macron’?

L’infelice e disperato Macron di questi giorni, ha di fronte a sé due sole strade.

La prima e la più auspicabile è che si faccia dare una deroga da Moscovici e Junker per innalzare di almeno di 1% il deficit, in modo da poter accogliere almeno in parte le richieste dei Gilet Gialli. Con l’ovvio corollario che ciò che sarà accordato alla Francia non potrà essere rifiutato all’Italia.

La seconda è di tentare di inciucciare, scimmiottando il peggio delle nostre tradizioni, con una parte dei Gilet Gialli per dividerli, e così far vedere alla stupida plebe che si è dato qualcosa mentre in effetti si tratta di un nulla. Un qualcosa di puramente mediatico senza effetti reali sul piano dei soldi e quindi su un almeno parziale miglioramento delle condizioni di vita del popolo francese.

Se questa fosse la scelta finale sarebbe un doppio suicidio: in un solo colpo distruggerebbe non soltanto l’oggi della Francia ma anche il domani.
La reazione allora sarebbe davvero fuori controllo per tutti.

Il rischio che si ripeta qualcosa di terribile per la Francia a quel punto sarebbe altissimo.

La storia della Francia è lì a ricordarci che tutto è possibile quando si va oltre il limite del sopportabile.

Quella frase attribuita a Maria Antonietta «Se non hanno più pane, che mangino brioche» risuoni tra tutti che coloro che in Francia hanno responsabilità di governo come un monito da ascoltare con il sudore nella fronte.

via Silenzi e Falsità

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