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MINIBOT / COSA SONO, COSA SERVONO E LE FALSE ACCUSE CONTRO QUESTO STRUMENTO DI PAGAMENTO DEL DEBITO PUBBLICO

Negli scorsi giorni, la Camera dei deputati all’unanimità ha approvato i cosiddetti minibot. Una volta tanto i sinistrati del piddì ne hanno fatto una giusta, salvo poi rendersi conto di aver votato il progetto di Claudio Borghi e della Lega ed iniziare una rocambolesca marcia indietro affermando di “aver votato per sbaglio”, coprendosi di ridicolo come raramente si è visto nella storia politica italiana (e di casi patetici ne abbiamo avuti, in questi settant’anni di Repubblica).

Ovviamente si sono scatenati gli oligarchi ue, in buona compagnia del “sor” Draghi e financo i giovani di Confindustria: sì, proprio quelli che baciavano – ma è più veritiero scrivere: leccavano – la pantofola di Monti Mario, colui che si vantava alla CNN di aver distrutto la domanda interna italiana, ovvero di aver ridotto alla miseria il popolo italiano.

Le accuse ai minibot sono di aumentare il debito pubblico o di essere una valuta parallela all’euro. Premesso che entrambe le accuse non possono coesistere quindi almeno una delle due è palesemente falsa, nella realtà dei fatti entrambe le sono.

Certo, si tratta di un concetto difficile da comprendere dai turbo-europeisti. D’altra parte da chi dice che “finiremo fuori dall’Europa”, confondendo un continente (l’Europa), con un’istituzione (la ue), non si può pretendere molto, soprattutto per il fatto che esistono diverse nazioni nel continente europeo che NON fanno parte della ue e nemmeno ci pensano, di entrare a farne parte.

Detto questo, possiamo tranquillamente dire che i minibot NON aumenteranno il debito, poiché essi rappresentano uno strumento di pagamento di un debito già esistente, ovvero quello della Pubblica Amministrazione verso i suoi creditori. Quindi, ripetiamo: non creano debito, pagano il debito già contabilizzato.

Dall’altra, i minibot NON sono nemmeno una valuta parallela, poiché sono privi di uno dei requisiti base della moneta, ovvero il corso forzoso. Infatti nessuno avrà l’obbligo di accettarli come forma di pagamento (lo stato, invece, li accetterà come pagamento di tributi). 

I minibot NON sono nemmeno i soldi del monopoly come hanno affermato con notevole sprezzo del ridicolo i giovani di Confindustria, a meno che non considerino farlocchi tutti i titoli del debito pubblico, siano essi italiani piuttosto che esteri. A questi giovani, cui forse mancano le basi dell’economia, è opportuno ricordare che si possono pagare i propri debiti non solo con cartamoneta, ma anche con titoli di stato di pari valore.

Ma allora, visto che la maggior parte delle critiche sono totalmente prive di fondamento, perché i minibot non piacciono?

Semplice, perché essi sarebbero emessi a valore facciale (5, 10, 50, 100 euro) e NON sarebbero soggetti ai “mercati”, per cui la speculazione si troverebbe con le unghie tagliate.

Senza contare che l’immissione di liquidità nel sistema, consentirebbe di rilanciare i consumi interni (provate ad immaginare se i minibot venissero accettati alle stazioni di servizio piuttosto che nei supermercati) senza passare per la solita tagliola dei “mercati”.

Si tratterebbe di una radicale inversione di tendenza rispetto allo sciagurato “divorzio” bankitalia-tesoro voluto ed attuato da quei due autentici campioni di cialtronaggine che rispondono ai nomi di Andreatta e Ciampi. Solo due individui del genere, potevano pensare di affidare al “mercato” la fissazione del tasso d’interesse sui titoli di stato; solo due cialtroni come loro potevano pensare di usare il sistema dell’asta marginale per la fissazione del tasso d’interesse sui titoli di stato.

Per chi non sapesse che cos’è il meccanismo dell’asta marginale, facciamo un semplice esempio per farne capire l’assurdità: ipotizzate di voler collocare 100 € di Btp. Immaginiamo che i primi 95€ vengano aggiudicati al tasso dello 0,5%, e che i restanti 5€ vengano aggiudicati al 10%. Ebbene, con il meccanismo di asta marginale voluto dal duo Ciampi-Andreatta, anche gli acquirenti dei primi 95€ che si erano accontentati dello 0,5%, andranno a prendere il 10% di interesse. Capito perché i “mercati” osannano questi due incapaci?

Se i minibot dovessero prendere piede, i “mercati”, ovvero gli strozzini, si troverebbero in seria difficoltà e pure gli oligarchi ue non potrebbero più ricattare il nostro paese. Ecco svelato perché tutta la stampa di regime italiana ed il grande capitale spara ad alzo zero contro questa soluzione.

Potrebbero essere il primo passo verso l’italexit? Diciamo che potrebbero essere un ottimo piano di sicurezza: qualora le condizioni dovessero imporre una scelta del genere (che noi comunque auspichiamo), nei bancomat si troverebbero già i minibot pronti all’uso ed il governo dovrebbe semplicemente sancirne il corso forzoso, ovvero l’obbligo da parte di tutti di accettarli come metodo di pagamento e non più solo su base volontaria.

Giusto per smontare qualche altra critica da parte dei leuropeisti d’accatto: ricordiamo a lorsignori che dal giorno in cui Nixon sancì il blocco “temporaneo” della conversione del dollaro in oro, blocco che subito dopo divenne definitivo, le banconote Usa circolano esclusivamente su base fiduciaria, ovvero sulla convenzione che con quel pezzo di carta o di metallo, le monete, potrò avere dei beni in contropartita.

D’altra parte non penserete mica che per i coprire i 60 miliardi di euro che il “sor” Draghi immetteva ogni mese nel sistema sotto forma di quantitative easing ci fosse il nano eurolo che di notte si metteva a scavare in miniera per estrarre euro, per caso.

Semplicemente, le monete, oggi, vengono generate “dal nulla” dalle banche centrali. Detto questo uno stato potrebbe tranquillamente emettere la propria moneta sovrana. Quindi i minibot potrebbero essere un ottimo strumento di riserva qualora lo scontro con gli oligarchi ue dovesse degenerare.

In ultimo, ma non per ultimo,  piuttosto che preoccuparvi per i minibot, a Bruxelles dovreste farlo per Deutsche Bank, i cui valori sono pericolosamente vicini a quelli di Lehman prima della bancarotta.

Avete forse sentito o letto questa notizia sui nostri mezzi d’informazione?

In fondo che volete che sia il fatto che Deutsche Bank abbia in pancia  derivati pari a 40 mila miliardi di dollari con un’esposizione – avevte letto bene: esposizione! – per 100 mila miliardi di dollari, ma naturalmente sono valori opachi e difficili da calcolare, specialmente a Bruxelles e figuriamoci a Francoforte, dove risiede la Bce…  

Per dare un’idea approssimativa, il solo valore dei derivati di Deutsche Bank è più di 10 volte il PIL della Germania. Nel cuore dell’eurozona c’è un grappolo di bombe nucleari-finanziarie innescate.  Però, per la commissione ue il problema è l’Italia e i minibot.

L’Eretico

Fonti: ScenarieconomiciScenarieconomiciMittDolcinoScenarieconomici

Tratto da: http://www.ilnord.it/c-5659_INCHIESTA_MINIBOT__COSA_SONO_COSA_SERVONO_E_LE_FALSE_ACCUSE_CONTRO_QUESTO_STRUMENTO_DI_PAGAMENTO_DEL_DEBITO_PUBBLICO