Monti nel 2015: l’abitazione di proprietà è un ostacolo alla mobilità del capitalismo.

Commento

L’odierno capitalismo flessibile ha da tempo dichiarato guerra alla stabilità in ogni sua forma.

Esso aspira a rendere tutto mobile e

on demand

, dalla produzione delle merci all’esistenza dei soggetti.

Per questo mira a precarizzare integralmente le vite: per farlo, deve rendere “liquida” (Bauman) l’intera società.

Deve dissolvere l’eticità di matrice hegeliana, ossia la stabilità lavorativa, sociale, sentimentale.

Deve, di conseguenza, annientare il posto fisso di lavoro, la famiglia stabile, i diritti sociali e, non da ultimo, la casa di proprietà come fondamento della stabilità esistenziale.

Il precariato si caratterizza, in effetti, per l’impossibilità strutturale di costituire una famiglia e, con essa, di mettere al mondo figli.

L’intermittenza contrattuale e salariale gli impedisce permanentemente di stabilizzare la vita etica in senso lavorativo e familiare, negandogli il diritto a un lavoro stabile e a una casa di proprietà.

PRECARI COME MIGRANTI.

 Per condizioni che non dipendono dalla sua volontà, ma da quelle insindacabili dei mercati e delle taumaturgiche logiche delocalizzanti, il migrante e il precario sono strutturalmente affini.

Sono emblemi della precarietà e della disoccupazione, in balìa di un nomadismo in cui si condensa l’essenza della situazione precaria, caratterizzata strutturalmente dall’assenza di una casa stabile, ove creare una famiglia ed elaborare progetti di vita basati sulla fedeltà alla scelta.

Come ebbe a rilevare, nel 2015, Mario Monti, l’ex guida del “governo tecnico” imposto dall’Unione europea all’Italia nel 2011, la casa di proprietà, in quanto base della stabilità e del radicamento, è un ostacolo per la mobilità del mercato del lavoro e, più in generale, per la mobilità in quanto tale.

«BASTA CON I PRIVILEGI».

 Così disse espressamente Monti la mattina del 28 luglio 2015, nel corso della trasmissione

Agorà

 in onda su RaiTre: «Quando c’è la casa di proprietà, c’è meno mobilità nel Paese, il mercato del lavoro è meno mobile […] e se noi vogliamo continuare ad avere una scarsa mobilità e giovani che vivono a lungo con i genitori e le caratteristiche che fanno dell’Italia un Paese poco competitivo, allora andiamo avanti a dare un trattamento privilegiato sulla casa».

Più chiaro di così! Vogliono toglierci la casa di proprietà per renderci ancora più flessibili e disponibili per le dinamiche del capitalismo deeticizzato.

Twitter @DiegoFusaro

via Lettera43

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