Napolitano: bisogna cedere sovranità alle UE e reagire alle correnti populiste

Commento

“Per rimettere in movimento le Istituzioni europee, minate nella loro autorità, occorre procedere parallelamente in due direzioni. La prima, dare concrete risposte su questioni urgenti e scottanti, fortemente sentite dalle popolazioni o comunque incombenti sull’azione dei governi nazionali e di Bruxelles. La seconda è rilanciare un discorso politico sul futuro dell’Europa, che ridia vigore all’ispirazione originaria del 1950”.

E’ quanto afferma in un intervento sulla Stampa l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Senza precipitare un confronto sulle forme istituzionali in cui tradurre le necessarie differenziazioni nello sviluppo ulteriore del processo europeo, l’essenziale è segnare un chiaro spartiacque tra i Paesi membri dell’Unione pronti ad accettare nuovi trasferimenti di sovranità dal livello nazionale al livello europeo, e quanti non solo non intendono aderirvi ma si sottraggono a quanto già deciso in quel senso“, osserva Napolitano, per il quale “la dichiarazione conclusiva del 60/o dei Trattati di Roma dovrebbe sancire nettamente questa scelta, anche se proiettata in una strategia di medio termine. Ecco il punto su cui impegnarsi nelle prossime settimane”.

Quanto all’Italia “ha tutti i titoli per farsi protagonista di questa prospettiva. Dopo essere stata promotrice di quell’orizzonte politico che fu introdotto nel Trattato Ced, l’Italia seppe anche svolgere un ruolo primario, sul nascere di questo secolo, in quel grosso sforzo di costituzionalizzazione dell’Unione che purtroppo non ebbe fortuna. Ora, l’Italia può e deve essere protagonista innanzitutto reagendo, senza equivoche concessioni da parte delle sue stesse leadership, all’armamentario antieuropeo delle correnti populiste diffusosi anche nel nostro paese”.

Serve dunque una “controffensiva europeista”, il cui quadro di riferimento si può ritrovare nel discorso di Draghi a Lubiana, spiega Napolitano. Ma non si deve “sorvolare sulle debolezze di fondo dell’Italia” nei rapporti con la Ue: “Instabilità di governo e vulnerabilità finanziaria”. Per Napolitano “mostrarsi seriamente capaci di liberarsi da queste debolezze, e non ricadervi ora malamente, è imperativo ormai ineludibile”. (askanews)

loading...
LEGGI ANCHE:

LEGGI ANCHE QUESTI ARTICOLI

Commenti per questo post