“NON PROVATE A VENIRE A PARIGI. STANNO PREPARANDO UNA TRAPPOLA”

La tensione in  Francia è altissima. Domani i gilet gialli sfileranno in tutto il Paese in quello che è già stato definito “l’assalto finale” a Emmanuel Macron.

Si temono nuovi scontri, feriti e morti, tanto che Benjamin Cauchy, portavoce dei “gilet gialli liberi”, l’ala moderata e aperta al dialogo con il presidente, ha detto: “Chiediamo ai francesi di non manifestare domani a Parigi, è una trappola“. Cauchy non parla esplicitamente, ma le sue preoccupazioni possono essere lette alla luce di altri timori, questa volta della polizia.

Laurent-Franck Liènard, uno degli avvocati delle forze dell’ordine, ha detto a France Info: “Molti dei miei assistiti (poliziotti, ndr) mi hanno chiamato dicendo ‘dovremo sparare alla gente sabato’, si sentono in pericolo”.  Diversi agenti hanno dichiarato, ha proseguito l’avvocato, che “già sabato scorso sono stati sul punto di aprire il fuoco, a Parigi e altrove. Si sentivano molto in pericolo perché la gente era venuta lì per uccidere i poliziotti”. Il legale ha poi avvisato che “se dovesse partire un colpo contro un manifestante, la conseguenze sarebbero incontrollabili“.

Ed è proprio quello che si teme possa succedere, tanto che l’Eliseo ha creato un’unità di crisi ad hoc. Tutti i principali negozi di Parigi saranno chiusi e la capitale rischia di diventare un vero e proprio teatro di guerra.

Uno scenario temuto dal ministro dell’Interno Christophe Castaner, che ha detto: “Tutto lascia pensare che elementi radicali tenteranno di nuovo di mobilitarsi”. E ancora: “Diecimila persone non sono il popolo, non è la Francia, è una piccola minoranza”, ha detto il ministro, sottolineando che questa minoranza include “persone pacifiche e ben intenzionate”, ma “anche persone che sono radicalizzate, che sono cadute nella violenza e nell’odio, un odio alimentato da complottisti e sfruttato da gruppi estremisti che sognano di far vacillare la Repubblica”.

Non si sa con certezza ciò che accadrà domani. Ma è chiaro che i gilet gialli non sono disposti a tornare indietro. Il governo ha deciso di bloccare per tutto il 2019 i rincari sul carburante e ora i manifestanti spostano l’asticella un po’ più in là. Basta guardare quello che scrivono sui social per rendersene conto. Si parla di Global compact, ovvero del nuovo piano delle Nazioni Unite sull’immigrazione, di Unione europea austerità. L’agenda è, insomma, diventata politica. E ora può far svanire per sempre il sogno di Macron.

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Stanno preparando una trappola”
 proviene da Gli occhi della guerra.

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