PAOLO BECCHI: PER DIFENDERCI DAGLI SPECULATORI INTRODUCIAMO LA MONETA FISCALE

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi su Libero, 13/10/2018

Non arretrare rispetto agli attacchi della speculazione, come dice Salvini, è giusto, ma bisogna difendersi. Pochi giorni fa su questo giornale si è parlato dei minibot. Ecco in breve altre due proposte che sarebbero da prendere in considerazione.

1. Occorre diminuire l’offerta di BTP e offrire CCT con un “premio” in aste “dedicate” solo alle famiglie italiane. I CCT ora pagano l’euribor + 0,15%, dove l’euribor è zero, quindi circa zero e le famiglie italiane non li comprano. Occorre offrire un “premio” pari all’inflazione italiana che è l’1,2% circa oggi (e detassarli) riservato ai cittadini italiani.

Nella situazione attuale del risparmio, dove i tassi di interesse sono i più  bassi della storia e metà dei titoli di stato in Europa rendono zero, dove tutti i fondi e prodotti di reddito fisso stanno perdendo intorno al -1,5%, un CCT, ad esempio, a sette anni che renda netto almeno l’inflazione (1,2%) è attraente. Per lo Stato però costa meno di un Btp a sette anni che oggi  costa un 3%. Se l’inflazione o la politica della BCE che influenza l’euribor cambia il CCT pagherà di più, mentre il Btp aumenta il suo rendimento solo perché il suo prezzo cala. In sostanza il Btp è uno strumento per speculare sui tassi adatto alle grandi banche e fondi e va gradualmente eliminato.

Ci sono altre misure tecniche per aumentare il controllo dello Stato sul debito che emette: inserire nell’elenco degli operatori specialisti delle aste Cassa Depositi e Prestiti e Banco Poste e “orientarle” insieme a MPS (controllata dallo Stato) alla tutela del risparmio nazionale; eliminare le aste marginali e invertire totalmente i meccanismi d’asta (il Tesoro fissa il rendimento, il mercato determina le quantità).

Da qui a fine anno scadono 30 mld di BTP e nel 2019 altri 163, controllati da investitori istituzionali. Perché non  sostituirli con BOT e CCT dedicati alle famiglie italiane per almeno il 50%? Obiettivo raggiungibile, se si adottano le misure in maniera coordinata, lanciando una campagna d’informazione corretta e trasparente.

2. Occorre sperimentare una emissione di “Moneta Fiscale”. Esistono centinaia di articoli che spiegano come creare una Moneta Fiscale, parallela all’Euro, e sulla Moneta Fiscale c’è molto più materiale che sull’uscita dall’Euro in modo “secco”, cioè il ritornare alla Lira convertendo tutti gli euro in lire. La cosa interessante è che la maggioranza dei lavori sulla moneta parallela provengono dalla Germania, dove ad es. nel 2012 la Confindustria delle medie imprese tenne a Berlino un convegno con 40 economisti su come consentire all’interno dell’Euro una “Komplementärwährung”, una moneta complementare, parallela). Il concetto base è simile quello dei crediti fiscali per le ristrutturazioni edilizie, che consentono alla gente di ridurre le proprie tasse su diversi anni e però non vengono contabilizzati come debito dallo Stato quando li emette. Nel caso dei crediti fiscali per le ristrutturazioni edilizie l’attività economica che generano li ripaga quasi sempre. Questo concetto va preso e applicato a tutta l’economia italiana.

In pratica si tratta di renderli trasferibili e svincolarli da un attività o investimento specifica, di distribuire crediti fiscali gratis a famiglie e imprese, che poi possono cederli e scambiarli anche tra loro. Questa è, in breve, la “Moneta Fiscale”.

In più se si ritarda di due anni l’incasso di questi crediti fiscali, si rimanda l’effetto sul bilancio pubblico, mentre la loro immediata circolazione tra il pubblico espande l’economia. Proviamoci, no?

Dal Blog di Paolo Becchi

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