Paolo Savona: ‘Non potrà eludersi l’apertura di un dialogo sulla riforma dell’architettura istituzionale e delle politiche UE’

Si voglia o non si voglia, non potrà eludersi l’apertura di un dialogo sulla riforma dell’architettura istituzionale e delle politiche UE, come richiesto dalla proposta italiana. Non solo per il bene dell’euro, ma della stessa stabilità politica dell’Unione

Così il ministro degli Affari europei Paolo Savona in un commento pubblicato sul Messaggero.

Savona cita due articoli del settimanale britannico “The Economist” intitolati “L’euro non è ancora al sicuro” e “L’unione cucinata in modo insoddisfacente” e spiega:

“In essi viene riconosciuto che la crisi dei debiti sovrani seguita alla crisi finanziaria americana del 2008 ha fatto temere che la moneta europea fosse al collasso, ma il forte sostegno dato dagli Stati membri dell’eurozona e dalla pubblica opinione ha evitato il dramma. Tuttavia afferma che ‘questo sostegno non riflette un successo economico e politico’ in quanto la crescita europea resta bassa e diffusa in modo disomogeneo, la disoccupazione resta elevata in più paesi membri e i salari crescono poco da per tutto”.

“‘La storia dell’euro, continua l’autorevole settimanale, è seminata di errori dei tecnocrati’. Il peggiore” osserva il ministro “è non aver riconosciuto che il debito greco non era rimborsabile e le decisioni prese per difenderlo hanno causato una depressione che ha ridotto di un quarto il PIL della Grecia”.

“La severità di giudizio” continua Savona “investe anche la BCE che ‘ha una storia ignominiosa di politica monetaria restrittiva’ che, tra l’altro, “ha lasciato sole le aree depresse’ ed è stata “lenta nel reagire al crash finanziario del 2008, considerandolo in modo arrogante un problema americano.’ Il giudizio diviene particolarmente incisivo quando attribuisce che essa ‘nel 2011 ha contribuito a far entrare l’Europa in recessione accrescendo troppo presto i tassi dell’interesse’, errore commesso da Jean-Claude Trichet, ma non risparmia neanche il successore Mario Draghi, la cui “promessa del 2012 di fare whatever it takes per salvare l’euro è stato un atto improvvisato’”.

via Silenzi e Falsità

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