POI GENTILONI FA UN REGALINO AI GRANDI DEL G7: 124MILA EURO SPESI IN CRAVATTE E FOULARD

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L’ unica cosa certa è la spesa, pubblicata dalla presidenza del Consiglio dei ministri il 12 settembre scorso sulla sezione dedicata del proprio sito. In tutto 124.100 euro per la «fornitura di cravatte e foulard da utilizzare come omaggi personalizzati con il logo della presidenza per personalità istituzionali, delegati e giornalisti in occasione delle riunioni ufficiali della Presidenza G7».

Ed è certo anche chi abbia incassato quei soldi, che non erano pochi per gadget sia pure di lusso: la Promo 4U srl di Roma, azienda controllata pariteticamente da Fabio Clemente e Laura Battista. Fra due certezze anche qualche giallo. Non solo per la manica larga con cui il governo ha previsto la spesa in gadget vari e doni per un evento che ha avuto il suo clou a Taormina, ma anche perché l’ azienda che ha ottenuto quella commessa per cui non c’ era stata alcuna gara (si è ricorsi al cottimo fiduciario) era davvero piccolina. Tanto piccolina da avere registrato nel 2016 un fatturato di 117.500 euro addirittura inferiore a quell’ ordinativo di cravatte e foulard voluto da Paolo Gentiloni per i grandi del mondo.
Per altro all’ epoca dell’ evento di Taormina aveva annunciato la fornitura di cravatte e foulard una delle grandi firme del settore, Maurizio Talarico, che aveva firmato personalmente le cravatte in dono per i capi di Stato e i foulard delle loro signore, su cui era raffigurata una stampa del teatro greco di Taormina con affaccio sul mare. Inizialmente erano previsti massimo 50 pezzi per signori e signore, con un tetto di spesa di 2.500 euro (250 euro a pezzo). Alla fine però per i prodotti Talarico sono stati spesi in tutto 564,84 euro. Dall’ ordinativo per la Promo 4U quindi erano escluse le cravatte e i foulard per i capi di Stato, ed è assai probabile che si sia trattato di prodotti più ordinari destinati ai loro staff e alla stampa che ha seguito i lavori delle varie riunioni: questo significa che i pezzi ordinati debbono essere stati qualche migliaio. Secondo le caratteristiche della commessa, tutte però avrebbero dovuto avere stampato il logo della presidenza del Consiglio accompagnato da quello della guida italiana del G7.
Certo questo periodo di guida italiana dei sette grandi paesi del mondo ha fatto la fortuna di parecchi fornitori della presidenza del Consiglio dei ministri, perché i collaboratori di Gentiloni non hanno proprio voluto badare a spese.

Per 37mila euro più Iva pagati per la sola ideazione alla Finalter spa di Milano in cui aveva una quota del 20% il sindaco di Milano Beppe Sala i grandi del mondo e i loro accompagnatori hanno trovato nella loro stanza di albergo ad esempio un volume dal titolo «Il Capitale umano- Viaggio nell’ Italia del G7» poi dato alle stampe da Skira.
La Sistemi Informativi srl per 84mila euro più Iva aveva realizzato il sito web della presidenza del Consiglio dedicato alla presidenza italiana del gruppo dei paesi più industrializzati. Altri 20.678 euro sono stati pagati alla Su srl per la fornitura di 10 mila matite «Perpetua con stampa tampografica a un colore». E ancora: 30mila euro più Iva sono finiti alla Inarea Strategic Design per l’ ideazione del logo stesso della guida italiana del G7. Alla GGM business promotion srl sono stati pagati 85.760 euro per la fornitura di «10mila welcome kit completi, 10mila shopper bag, 6mila bloc notes e 6mila penne». Ma non bastavano: e alla fine alla stessa azienda sono ancora stati commissionati per 9.653 euro più Iva «960 cartelline e bloc notes e 500 penne e shopper bag».

di Franco Bechis – Libero

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