QUANDO DE BENEDETTI FACEVA AFFARI CON SOROS

Molto si è detto e molto si è scritto a proposito dei legami tra Carlo De Benedetti e lo speculatore George Soros: solito materiale proprio dei complottisti o verità scappata ad un’attenta censura?

Sabato 10 febbraio La Repubblica, quotidiano appartenente a GEDI Gruppo Editoriale ora presieduto da Marco De Benedetti dopo la successione del padre Carlo avvenuta nel 2017, ha pubblicato un articolo quantomeno ruffiano, firmato da Ettore Livini, intitolato “Soros, il filantropo che viene accusato di ogni complotto. I populisti e la destra gli imputano mille trame: l’ultima sarebbe anti-Brexit” in cui si arriva pure a coniare una nuova parola da inserire al più presto nel dizionario della neolingua: la Sorosfobia. Ecco la geniale conclusione: “Tanti nemici, tanto onore. Lui (Soros) tira dritto per la sua strada. «Trump è un pericolo per il mondo, vuol creare uno stato mafioso – ha detto a Davos – Google e Facebook minacciano la democrazia; Paesi autoritari e big dell’hi-tech possono creare una rete di controlli orwelliana». La mappa della Sorosfobia è destinata ad allargarsi ancora”.

Un elemento rende il taglio complottista dell’articolo ancora più grottesco: la pubblicità dell’Espresso presente nella stessa pagina in cui spicca il titolone “Legami pericolosi”, ovvero quelli tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e indefiniti uomini legati a Putin allo scopo di riempire le casse del partito. Secondo noi, tra questi uomini sarà presente sicuramente qualche rettiliano.

Non è la prima volta che i media di GEDI Gruppo Editoriale si genuflettono davanti a George Soros e ne tessono le lodi, spesso nei momenti di una sua maggiore vulnerabilità presso l’opinione pubblica italiana. Recentemente, l’anziano magnate ungherese è stato coinvolto in una vera tempesta mediatica a causa del finanziamento del valore di 400 mila sterline a favore di un gruppo anti Brexit in Gran Bretagna[1], e a causa dello scandalo che ha visto la sua Oxfam accusata dal governo britannico di aver coperto alcuni suoi dipendenti colpevoli di aver organizzato un vero traffico di prostitute ad Haiti[2].

A questo punto, ci siamo chiesti il motivo di un simile trattamento di favore dei giornali del gruppo di De Benedetti, e le risposte sono arrivate dopo una semplice ricerca che parte dagli anni ’80.

Una delle figure che lega Carlo De Benedetti a George Soros è Isidoro Albertini, emblematica figura del mercato mobiliare italiano. Sponsorizzato politicamente da Beniamino Andreatta e dall’allora governatore della Banca d’Italia Guido Carli, oltre ai forti legami con la famiglia dei banchieri Foglia di Banca del Ceresio, Albertini fece una rapida carriera come Presidente degli agenti di cambio della Borsa di Milano, per poi costituire la Albertini e co SIM agenti di cambio, ed essere nominato amministratore del Quantum Fund di Soros. Albertini favorì il primo investimento di George Soros in Italia: l’acquisto di un consistente e a buon mercato pacchetto azionario della Olivetti presieduta proprio da Carlo De Benedetti. In seguito Albertini dichiarò: “Intercettammo il pacchetto da alcuni azionisti minori che volevano vendere e una delle controparti fu appunto Soros, convinto che, pur nelle difficoltà in cui si trovava la società (erano i tempi della prima “crisi” di Ivrea), Olivetti aveva grandi potenzialità di recupero. In effetti fu così e Soros riuscì a realizzare un buon guadagno sull’investimento[3].

Quindi Soros aiutò l’azienda di De Benedetti ad uscire da una profonda crisi finanziaria, consentendo ad Olivetti di continuare il suo piano produttivo. All’inizio degli anni ’90, De Benedetti e Albertini sono finiti anche in tribunale accusati dalla Cise Spa e da altri sottoscrittori “per aver ordito una sorta di macchinazione, operata grazie alle influenze delle testate possedute dall’ingegnere, che avrebbe dovuto travolgere il Fondo Europrogramme, e consentire a De Benedetti di impossessarsi del patrimonio immobiliare del Fondo a prezzi di saldo”. Nel 1993, però il Tribunale di Milano ha respinto l’azione giudiziaria contro De Benedetti e Albertini.

Ricordiamo, a tal proposito, anche le sentenze positive ricevute nei diversi gradi di giudizio dall’ingegnere durante il lunghissimo procedimento giudiziario riguardante il Lodo Mondadori intentato contro Silvio Berlusconi e la Fininvest, chiusosi nel 2013 con la sentenza civile che condannava quest’ultima al pagamento di 494 milioni di euro alla CIR di De Benedetti come risarcimento dei danni economici. Curiosamente, lo stesso George Soros ha dichiarato di aver iniziato ad operare in Italia con la sua Open Society Foundations nel 2008  “per supportare le battaglie legali contro la concentrazione della proprietà dei media da parte dell’amministrazione Berlusconi[4]. Le attività legate al magnate sono sempre costellate da innumerevoli coincidenze.

Un altro anello di congiunzione tra lo speculatore ungherese e l’imprenditore naturalizzato svizzero è Edgar De Picciotto definito “uno dei banchieri più furbi di Ginevra”; quest’ultimo era socio in affari di De Benedetti ed entrambi sedevano nel Consiglio di Amministrazione della Societé Financière de Genève. Curiosamente, negli anni ’80 il figlio di De Picciotto era tra gli amministratori dell’Olivetti. All’epoca, De Picciotto, come Albertini, era nel CdA di Quantum Fund di Soros. Un’altra curiosa coincidenza.

Abbiamo quindi evidenziato il quadrato “magico” che ha legato negli anni ’80 e ’90 Carlo De Benedetti, gli amministratori del sorosiano Quantum Fund, Isidoro Albertini e Edgar De Picciotto, e George Soros. Nulla di illegale, ovviamente, ma questo può far meglio comprendere le ripercussioni sui contenuti informativi e il relativo taglio editoriale dei prodotti pubblicati sui media posseduti dall’oligarca dell’editoria italiana.

È per questo esemplificativa la data del 31 gennaio 1997[5].

Su La Repubblica vengono pubblicati tre articoli su George Soros: uno sulla pagina economica, in cui si esalta la presenza sempre più attiva del suo Quantum Fund nel sistema finanziario italiano, uno sulla pagina culturale firmato da Mario Vargas Llosa scrittore latino-americano promotore della legalizzazione della droga, in cui il magnate viene dipinto come un genio che dispensa saggezza filosofica sui mali del libero mercato, e l’ultimo sulla pagina editoriale firmato da Giorgio Ruffolo, esponente dell’allora sinistra tecnocratica italiana, in cui si glorifica Soros definendolo pentito delle speculazioni che ha operato in mezzo mondo e si consiglia di seguire il suo consiglio di introdurre una moneta unica europea.

Giorgio Ruffolo era tra gli eletti invitati alla riunione “Progetto Costituente Europa” organizzata, nel febbraio 1997, dalla Open Society Foundations “per decidere il lancio di una campagna continentale che dovrebbe portare alla formazione di un’assemblea costituente e quindi alla stesura della Carta Costituzionale Europea. Una specie di Bicamerale continentale insomma”. Tra gli altri partecipanti italiani anche l’immancabile Emma Bonino. Consigliamo di leggere interamente l’articolo del Corriere della Sera ripreso dal sito di Radio Radicale[6]ricordando che solo 5 anni prima Soros aveva contribuito ad affossare la lira e considerando tutto ciò che è avvenuto successivamente.

Ma il quotidiano di De Benedetti non era ancora soddisfatto dei tre articoli che idolatravano George Soros: perché non screditare ulteriormente Bettino Craxi, uno dei pochi politici italiani a criticare aspramente il magnate ungherese, con un ulteriore articolo pubblicato il medesimo 31 gennaio 1997[7]?

Non entriamo in merito alla incredibile e paradossale gestione della crisi del 1992 operata da Carlo Azeglio Ciampi e Giuliano Amato, ma è imbarazzante la strenua difesa che La Repubblica persegue degli allora Governatore della Banca d’Italia e Presidente del Consiglio, a distanza di 5 anni e viste le ripercussioni sul tessuto economico italiano, banalizzando le considerazioni di Craxi sulla questione. Per ascoltare le attualissime parole di Bettino Craxi sulla crisi del ’92 e su Soros, vi invitiamo a visionare il video “La svalutazione della lira nel 1992, Craxi contro Soros[8] e a leggere l’intervista a Bobo Craxi del giugno 2016 pubblicata da Il Dubbio[9]. Oltre a riproporre considerazioni del padre che aveva soprannominato il magnate “Squalos” e di lui parlava come di un “pescecane appartenente a quei poteri che volevano ridurre il nostro a un Paese debole e sottomesso” (triste profezia dello statista socialista), Bobo Craxi ha affermato: “Mio padre nel ’92 denunciò la speculazione del finanziere che aveva come obiettivo la distruzione dell’Italia. Oggi fa lo stesso con l’aiuto di gente come Di Maio: un fascista da monetine, con l’abito buono”, anticipando la nostra inchiesta sui legami tra Soros e il Movimento 5 Stelle pubblicata sulla rivista del Primato Nazionale di febbraio.

Merita di essere citata anche l’interrogazione parlamentare del novembre 1995[10] presentata da Antonio Parlato e Maurizio Gasparri, allora esponenti di Alleanza Nazionale, seguita all’esposto depositato da Paolo Raimondi e Claudio Ciocanti, presidente e segretario generale del Movimento internazionale per i diritti civili – solidarietà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, “in cui si chiede l’apertura di un procedimento giudiziario nei confronti di Soros per verificare se la sua ammessa attività speculativa contro la lira sia stata fatta in violazione dell’articolo 501 del codice penale”.

L’esposto del Movimento internazionale per i diritti civili – solidarietà “mette in relazione la conseguente drammatica svalutazione della lira con l’incontro quasi cospirativo tenutosi il 2 giugno 1992 sullo yacht Britannia della regina Elisabetta d’Inghilterra, dove l’alta finanza britannica, massicciamente coinvolta nella speculazione degli strumenti derivati, concordava con uomini di Governo, quali Mario Draghi, direttore generale del Ministero del tesoro e Beniamino Andreatta, la privatizzazione delle Partecipazioni statali che, con l’attacco speculativo di settembre, sarebbe stata fatta a prezzi stracciati. L’esposto documenta anche il ruolo della finanziaria di Soros, il Quantum Fund, che ha tra i suoi amministratori Isidoro Albertini della “Albertini e co SIM agenti di cambio” di Milano e Edgar de Picciotto della Union Bancaire Prive’e (UBP) di Ginevra in attività poco lecite.

Come era logico presumere, ne l’esposto depositato presso il Tribunale di Milano ne l’interrogazione parlamentare hanno fatto chiarezza su una delle pagine più buie della storia economica italiana. Ricordiamo che solo i giudici francesi sono riusciti ad accusare in via definitiva per insider trading George Soros, nonostante lo stesso avesse portato la sentenza davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo[11].

Sui rapporti tra De Bendetti e Soros non sarà infine inutile citare anche un dato risalente al 2005, quando l’allora esponente della Margherita, Francesco Rutelli, incontrò il magnate ungherese a New York, al 33esimo piano di un grattacielo con vista su Central Park. Dell’incontro dà notizia anche Repubblica, che tuttavia omette, non casualmente, un particolare interessante, riportato invece dal Corriere della Sera del 1° luglio 2005, a pagina 8, in un articolo a firma di Francesco Verderami, dal titolo significativo: “Rutelli vede Soros, De Bendetti fa da sponsor”. Sarebbe stato quindi l’imprenditore italiano a procurare a Rutelli il contatto con Soros. E non crediamo che quest’ultimo accolga tutte le “raccomandazioni” che gli arrivano dall’altra parte del mondo. Fra i due, evidentemente, c’era un rapporto consolidato.

Una piccola conclusione finale: troviamo molto divertente che i giornali della galassia De Benedetti, La Repubblica in testa, accusino di complottismo chi fa ricerca, portando elementi probanti a supporto, a proposito delle ingerenze di George Soros nella politica italiana e internazionale, e poi siano i primi a scorgere ovunque influenze russe, mai provate nonostante tutto il mondo progressista si stia impegnando tenacemente, palesate come giustificazione per elezioni passate dal’esito non congeniale e come spauracchio per votazioni future, arrivando anche ad insinuare che Masha e Orso facciano propaganda dalla loro casetta in Russia[12].

Francesca Totolo – Il Primato Nazionale

NOTE

[1] George Soros ‘proud’ of donating £400.000 to anti-Brexit campaign: https://www.theguardian.com/business/2018/feb/11/george-soros-proud-donating-anti-brexit-campaign

[2] Scandalo ONG, orge e prostituzione nei paesi poveri: http://www.oltrelalinea.news/2018/02/11/scandalo-ong-orge-e-prostituzione-nei-paesi-poveri/

[3] Addio a Isidoro Albertini, un Signore di Piazza Affari. L’intervista al Sole: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-12-06/addio-isidoro-albertini-signore-piazza-affari-l-intervista-sole-165551.shtml?uuid=ACzU1MoB

[4] La Open Society Foundations in Italia: https://www.opensocietyfoundations.org/explainers/open-society-foundations-italy/it

[5] La Repubblica, archivio: https://ricerca.repubblica.it/ricerca/repubblica?fromdate=1997-01-31&todate=1997-01-31&month=01&year=1997&day=31&filter_people=george+soros

[6] Soros federalista europeo: http://www.radioradicale.it/exagora/soros-federalista-europeo-0

[7] Craxi – Ciampi, e’ polemica sulla svalutazione del ’92: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/01/31/craxi-ciampi-polemica-sulla-svalutazione.html

[8] La svalutazione della lira nel 1992, Craxi contro Soros: https://www.youtube.com/watch?v=52i6Y10rxMA

[9] Craxi: «Soros appoggia i populisti per distruggere l’ Europa»: http://ildubbio.news/ildubbio/2016/06/29/craxi-soros-appoggia-i-populisti-per-distruggere-l%C2%92europa/

[10] INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15250 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19951106: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=4/15250&ramo=CAMERA&leg=12&tipoAtto=INTERROGAZIONE%20RISPOSTA%20SCRITTA&testo=interrogazione%204%2015250

[11] La sentenza francese contro George Soros, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e i suoi giudici: https://www.lucadonadel.it/la-sentenza-francese-contro-george-soros-e-i-suoi-giudici/

[12] Fenomenologia di Masha e Orso, il cartone russo che ha conquistato il mondo: http://www.lastampa.it/2016/07/02/societa/fenomenologia-di-masha-e-orso-il-cartone-russo-che-ha-conquistato-il-mondo-vnlqLmvXLdwHKMjAnrvjgO/pagina.html

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