RIOTTA: “RUSSIA AI MONDIALI COLPISCE CHI CRITICA PUTIN”, RISPONDE L’AMBASCIATA

Gianni Riotta non è nuovo a provocazioni e a vere e proprie invenzioni giornalistiche, come quando nel 2013 fu accusato dal Premio Pulitzer Gleen Greenwald di essere “l’opposto del giornalismo” – Riotta, in quel caso, ipotizzò una connessione tra il giornalista del Guardian, Edward Snowden e i servizi segreti russi.

Ora che Riotta sta seguendo i Mondiali di calcio in Russia, scrive su Twitter quello che a detta sua sarebbe la nuova frontiera della repressione russa: la Corte Suprema russa avrebbe addirittura dato il permesso alla polizia di sequestrare i dispositivi elettronici di chiunque, cittadino russo o meno, critichi Vladimir Putin.

La risposta piccata dell’Ambasciata russa in Italia non si è fatta attendere, alla quale Riotta ha replicato -e replica tutt’ora a chiunque gli risponda- con un articolo del Moscow Times.


Un articolo, tuttavia, che allega sì una sentenza della Corte Suprema russa, ma nella quale non è mai citata alcuna misura repressiva verso chi critica il governo: si tratta, infatti, di una disposizione secondo la quale è possibile sequestrare computer e cellulari a chiunque si ritenga appartenere a gruppi terroristici (la Russia ha stilato un elenco ufficiale di 17 organizzazioni terroristiche). Recita l’articolo stesso: “una sentenza della Corte Suprema russa permette la confisca di qualunque proprietà appartenente a sospetti terroristi o estremisti che, secondo gli inquirenti, è stata usata per commettere crimini. Gli oggetti […] possono essere sequestrati anche a persone non formalmente incriminate”.

E’ sufficiente tradurre la sentenza della Corte per scoprire che mai una volta viene citata direttamente alcuna misura repressiva contro chiunque critichi il governo. In attesa di smentite (e l’Ambasciata Russa in Italia ha smentito ufficialmente, come si può leggere nel tweet sottostante), non si può non ritenere quella di Riotta l’ennesima esagerazione.

via Oltre la Linea

POTREBBERO INTERESSARTI: