SALARIO MINIMO PER LEGGE? ECCO PERCHÉ È IRREALIZZABILE SENZA SOVRANITÀ MONETARIA

Fra le tante proposte dal morente Pd guidato da Matteo Renzi, una in particolare merita attenzione, ed è quella di fissare un salario minimo per legge. In pratica, nessun lavoro potrebbe essere retribuito meno di 10 euro all’ora, anche in assenza di contrattazione collettiva, ed anche con contratti a termine. Apparentemente, potrebbe sembrare una proposta di puro buon senso, eppure il fatto che venga dal pallonaro dell’Arno ci fa sorgere qualche dubbio sulla sua efficacia. Nei fatti, il salario minimo esiste in buona parte dell’Europa, e non pare aver fatto danni particolari, anzi.

La domanda che dobbiamo però porci è la seguente: cos’è per l’impresa il salario? Dal punto di vista microeconomico, quello adottato dalla superstizione marginalista oggi dominante, esso è un costo come può essere l’energia o altro. Ovviamente, da un punto di vista keynesiano, la prospettiva appare quantomeno “monca” perché il salario è anche ciò che permette la maggior parte dei consumi privati, che sono la voce principale della domanda aggregata, indi sono al contempo un costo e l’origine dei fatturati lordi delle imprese medesime. Potrebbe essere un sistema molto utile per inflazionare finalmente l’economia nazionale, indi tornare al tanto sospirato 2% per cui Draghi venderebbe un rene, ma ovviamente questo si scontra con il problema che siamo e rimaniamo nell’Eurozona. E questo comporta che per noi è più semplice importare che produrre, indi ogni impennata di inflazione interna ci porterebbe di nuovo in rosso i conti con l’estero, facendo crescere nuovamente il nostro debito estero e riportandoci rapidamente alla situazione del 2011.

Come sempre, qualunque proposta di politica economica che non tenga conto dell’Euro come fattore limitante è semplicissima demagogia, anche quando essa è apparentemente di buon senso. La questione è semplice, se non hai il controllo della leva monetaria: austerità ma equilibrio dei conti esteri, oppure espansione ma deficit estero, lo ripeteremo anche all’infinito se necessario. L’unico modo per rendere sostenibile una simile proposta è riconquistare la propria sovranità monetaria ed implementare quelle politiche fiscali keynesiane necessarie per riassorbire la disoccupazione, e quindi far crescere i salari. In questo caso, la crescita dei salari sarà resa sostenibile dall’incremento della produzione, ed una eventuale inflazione non potrà che farci bene, stante i livelli di indebitamento aggregato che non accennano a scendere altrimenti. Ovviamente, è abbastanza difficile che il Pd possa condividere una simile idea, indi la proposta renziana rimane una sparata elettorale a livello di quella contro il canone in bolletta, tassa da lui stesso introdotta.

Matteo Rovatti – Il Primato Nazionale

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