SCALFARI: ‘IL PAESE È NELLE MANI DI SALVINI RAZZISTA E DI DI MAIO POPULISTA’. FUSARO: ‘GLORIFICA LE ÉLITES NEMICHE DEL POPOLO’

«”Il Paese è nelle mani di Salvini razzista e di Di Maio populista. Il primo dei due sta razzolando nel campo dell’altro ed è quello che ha maggiori possibilità di governare da solo in una sorta di dittatura nella quale la democrazia resterebbe soltanto una parola”.
Così pontificò, nella sua usuale omelia domenicale, il demofobo Eugenio Scalfari, dal suo sontuoso scranno presso la sede romana del rotocalco turbomondialista “La Repubblica”, ancora una volta glorificando il patriziato cosmopolitico delle élites no border nemiche del demos italico».

Lo ha scritto Diego Fusaro su Facebook commentando l’editoriale di domenica 4 novembre del fondatore di Repubblica, secondo il quale Salvini “sta razzolando nel campo dell’altro ed è quello che ha maggiori possibilità di governare da solo in una sorta di dittatura nella quale la democrazia resterebbe soltanto una parola” e Di Maio “è il discendente di un comico dal quale non ci si poteva aspettare che una bonaria comicità”.

Il filosofo aveva già accusato Scalfari di essere “demofobo” per un editoriale in cui il giornalista aveva affermato che “razzismo e populismo rappresentano l’intero schieramento gialloverde”.

Si trattava – aveva scritto Fusaro – dell’”ennesima orazione in difesa dei mercati e contro ogni forza e ogni idea che possa metterli in discussione, subito ostracizzata e bollata come razzista, populista, fascista e rossobruna”.

Il professore in questa occasione aveva ricordato che solo qualche mese fa Scalfari “sosteneva che col governo gialloverde la plebe era ascesa al potere”. Oggi invece “richiama la presenza di una dittatura che minaccia la democrazia”, cioè “una dittatura proletario-populista che minaccia la democrazia come scelta sovrana dei Mercati speculativi-finanziari e come autogoverno delle classi possidenti cosmopolite”.

“Tale è ormai la democrazia” aveva osservato Fusaro “per i signori apolidi liberisti del danaro (Soros, Rockefeller, ecc.) e per i loro bardi di completamento intellettuale della sinistra libertaria del costume, di cui Scalfari e il suo rotocalco turbomondialista sono l’emblema tragicomico”.

via Silenzi e Falsità

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